Storie di Piazza

La strada di questi quindici anni è piena di storie affascinanti. Storie di ragazzi che hanno avuto la forza di comunicare le proprie difficoltà, il coraggio di affrontare le proprie paure, la libertà di farsi aiutare a superare i propri limiti.


Il modo migliore di rendervi partecipi di questo percorso è quello di farvi conoscere alcuni dei ragazzi con cui abbiamo condiviso un pezzo di cammino.
Alcuni dei nomi riportati nelle storie sono di fantasia. Le storie invece, sono reali.

Giulia


nata nel: 2002
frequenta dal: 2018


Giulia inizia a frequentare la Piazza quando, con due bocciature alle spalle alla scuola media, una grande demotivazione e un rifiuto per lo studio, le viene proposto di iscriversi al Progetto Laboratorio Scuola Formazione. Nel 2016 inizia così ad appassionarsi alla sala-bar, capisce che può essere la sua strada, la vede come un modo per servire e rendere felici le persone facendo una buona preparazione al bancone o portando con cortesia e sorriso i piatti attraverso il servizio di sala.

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Salim


età: 19 anni
qualifica: panetteria e pasticceria


Il Gambia. Un paese incastonato nel cuore dell’Africa Occidentale, come una pietra preziosa. Solo che di prezioso ha ben poco, se non i suoi abitanti, come Salim.

Salim ricorda perfettamente il giorno in cui ha incontrato la Piazza dei Mestieri, il 4 ottobre 2014, come si ricordano i fatti importanti, quelli destinati a cambiarti la vita, quei giorni in cui non hai coscienza subito di ciò che porteranno, ma in cui pregusti una sottile, sommessa e impalpabile promessa.

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Adriano


nato nel: 1993
qualificato nel: 2011


Adriano arriva in Piazza dei Mestieri attraverso il Progetto Laboratorio Scuola Formazione 14-16, esperienza ormai consolidata che ha come obiettivo il contenimento della dispersione scolastica ed il riavvicinamento positivo alla Scuola dopo anni di insuccessi e fallimenti.

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Alina


nata nel: 1994
qualificata nel: 2012


Alina viene segnalata dalla scuola media che stava frequentando e si inserisce in Piazza dei Mestieri attraverso il progetto Laboratorio Scuola Formazione 14-16. Dopo l’esperienza integrata nell’ultimo anno delle medie, decide di frequentare il laboratorio di cucina e di panificazione pasticceria.

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Constantin


nato nel: 1993
qualificato nel: 2012


Constantin ha ripetuto due volte la seconda media. Durante l’ultimo anno, frequenta il laboratorio scuola formazione e raggiunge la licenza. Si iscrive al Liceo Artistico Passoni, ma dopo poco tempo interrompe la frequenza e si iscrive al corso triennale di Operatore Grafico – Multimedia (…)

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Chiara


nata nel: 1995
qualificata nel: 2012


Chiara arriva in Piazza all’età di 15 anni, per un inserimento in un

percorso di qualifica biennale, portando con sé una Diagnosi Funzionale che riporta un lieve ritardo cognitivo e significative problematiche nell’area affettivo relazionale, dovute alla situazione familiare. Nel corso degli anni (…)

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Francesco


nato nel: 1991
qualificato nel: 2009


Francesco arriva in Piazza dei Mestieri all’età di 16 anni con alle spalle diverse bocciature all’istituto tecnico alberghiero che frequentava, che gli hanno ridotto la stima in se stesso e hanno creato un forte senso di inadeguatezza rispetto alla sfide della realtà. La situazione fa emergere da subito episodi critici verificatisi sia in classe, durante il percorso di studio, che durante lo stage in azienda.

Il lavoro con Francesco è orientato a scoprire le sue capacità, ad aiutarlo a coltivare la sua passione per la cucina e a supportarlo nello sviluppare la curiosità nei confronti di esperienze nuove, che gli permettano di affrontare in modo adeguato la situazione difficile del momento, senza scappare. Viene seguito in modo mirato per permettergli di acquisire strumenti e metodi di studio/lavoro da applicare autonomamente in modo sicuro.

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Nata nel: 2002
Frequenta dal: 2018

Giulia inizia a frequentare la Piazza quando, con due bocciature alle spalle alla scuola media, una grande demotivazione e un rifiuto per lo studio, le viene proposto di iscriversi al Progetto Laboratorio Scuola Formazione. Nel 2016 inizia così ad appassionarsi alla sala-bar, capisce che può essere la sua strada, la vede come un modo per servire e rendere felici le persone facendo una buona preparazione al bancone o portando con cortesia e sorriso i piatti attraverso il servizio di sala. Accolta e accompagnata per tutto il percorso da Cristina, la tutor di progetto, trova un luogo dove riesce ad esprimere il meglio di sé. Purtroppo però il rendimento scolastico non migliora e arriva la terza bocciatura. È un momento critico, ma nonostante lo sconforto, non molla e sostenuta da Cristina riesce a raggiungere il traguardo della licenza media. Finalmente può iscriversi al corso triennale come operatore di sala e di bar: affronta il colloquio motivazionale-attitudinale, inizia il percorso in presenza, continua a frequentare nel lockdown e ora è all’ultimo anno.

Con grande impegno e soddisfazione sta svolgendo lo stage presso il Costadoro Social Coffee Factory nel centro di Torino e oggi racconta così la sua esperienza: “Per me la Piazza dei Mestieri rispecchia a pieno un cambiamento, mi ha permesso di diventare una persona letteralmente migliore, con più serietà e maturità. Devo tutto a questa scuola e a me stessa!”

ALINA
Nata nel: 1994
Qualificata nel: 2012


Alina viene segnalata dalla scuola media che stava frequentando e si
inserisce in Piazza dei Mestieri attraverso il progetto Laboratorio Scuola
Formazione 14-16. Dopo l’esperienza integrata nell’ultimo anno delle
medie, decide di frequentare il laboratorio di cucina e di panificazione
pasticceria. È l’unica ragazza della sua classe, in una annualità in cui
il livello di interesse e motivazione è molto basso. Ovviamente diventa
capro espiatorio della classe, vessata talvolta dai compagni ed in seria
difficoltà per la sua timidezza, che spesso non le permette di chiedere
aiuto neanche agli adulti.


Dopo un contatto con il suo tutor della Scuola Media emerge la necessità
della ragazza di cambiare laboratorio: Alina non vuole più continuare,
non ce la fa. Si attiva allora all’interno della Piazza, una rete di supporto
e sostegno per permetterle di portare a termine il percorso.


Attraverso l’impiego di risorse straordinarie si prendono contatti con il
servizio Aria (ascolto adolescenti), si decide di farle fare delle attività di
laboratorio di scrittura per far emergere le sue difficoltà ed in questo
percorso. Alina piano piano fiorisce. Porta a termine l’annualità e si
iscrive alla Piazza per il biennale di cucina.


Durante quegli anni trova all’interno della struttura persone di fiducia
e instaura relazioni significative che le permettono di maturare come
persona. Si avvicina alla fotografia e viene coinvolta in numerosi eventi
della Piazza come fotografa: l’obiettivo le permette di mettere in luce
emozioni, paure e fragilità.


Termina il percorso con l’ottenimento della qualifica e inizia a fare
esperienze di lavoro al ristorante della Piazza. La cucina però, non è
più il suo mestiere: ora vuole fare fotografia seriamente, si è iscritta ai
Corsi dell’Università Popolare e nel frattempo la sua sensibilità è stata
indirizzata in lavori volti alla cura della persona. Ora arrossisce ancora
quando si sente a disagio, ma ha imparato a gestire al meglio tutto
l’universo delle sue emozioni.

CONSTANTIN
Nato nel: 1993
Qualificato nel: 2012


Constantin ha ripetuto due volte la seconda media. Durante l’ultimo
anno, frequenta il laboratorio scuola formazione e raggiunge la licenza.
Si iscrive al Liceo Artistico Passoni, ma dopo poco tempo interrompe
la frequenza e si iscrive al corso triennale di Operatore Grafico -
Multimedia su segnalazione di un’orientatrice della Piazza.


Durante i primi due anni di corso, Constantin è vittima di un episodio
di bullismo: lo aspettano fuori dalla scuola per picchiarlo (e per
difenderlo un docente si prende un pugno in faccia). A sua volta si rende
protagonista di episodi violenti, tra cui una rapina in piazza Castello
a Torino ai danni di un ragazzo (che si rivela un compagno di un’altra
annualità del corso di grafica, ma non lo aveva riconosciuto).


Viste le numerose denunce a suo carico, in accordo con la rete di docenti
e tutor, il Tribunale dei minori attiva per lui un percorso di “Messa
in Prova”. Alla fine del secondo anno e per tutto il terzo, è seguito da
un educatore dedicato che monitora costantemente il suo percorso
scolastico e lo fa partecipare ad un’attività di volontariato presso un
centro di assistenza per non vedenti.


Il percorso di “Messa in Prova” ha un grande impatto su Constantin, che
pare rendersi conto per la prima volta delle reali conseguenze delle sue
azioni, soprattutto perché si avvicina alla maggiore età. L’esperienza
di volontariato a servizio di persone con difficoltà, il rapporto con
l’educatore e gli assistenti sociali, il periodo vissuto con il padre
contribuiscono a renderlo più autonomo e responsabile.


Al terzo anno i suoi risultati scolastici migliorano e arriva ad ottenere
la qualifica. Si iscrive al quarto anno dello Steiner e quest’anno ha
sostenuto l’esame di maturità con buoni risultati, lavorando la sera
come aiuto-cuoco per mantenersi gli studi.

CHIARA
Nata nel: 1995
Qualificata nel: 2012


Chiara arriva in Piazza all’età di 15 anni, per un inserimento in un
percorso di qualifica biennale, portando con sé una Diagnosi Funzionale
che riporta un lieve ritardo cognitivo e significative problematiche
nell’area affettivo relazionale, dovute alla situazione familiare.
Nel corso degli anni la condizione della famiglia continua a peggiorare
visto che la madre va via di casa e una sorella viene allontanata e
inserita in comunità. Pesa ulteriormente la presenza di un fratello
disabile.


Al momento dell’inserimento, la ragazza risulta seguita da una
psicologa e da un’affidataria diurna che però, ha un monte ore
insufficiente per le esigenze dell’allieva, e spesso, venivano spese negli
accompagnamenti alle visite mediche o al percorso terapeutico. Il
sostegno scolastico assegnato copre un sesto del corso.


Dopo un breve periodo si manifesta una discontinuità di frequenza
(ritardi anche di parecchie ore o assenze): pertanto viene attivata
una prima rete di monitoraggio con la psicologa e l’assistente sociale
che seguono la ragazza, anche in vista dell’imminente chiusura
dell’affidamento.


Poco tempo dopo la ragazza ha un crisi d’ansia con urla e tremito (sarà
la prima di una serie), per la quale è necessario un intervento medico. In
tale occasione la famiglia è irreperibile e l’unica persona di riferimento
è l’affidataria. A seguito di tale crisi, si richiede un incontro con i servizi
di NPI (neuro psichiatria infantile) e i servizi sociali, che costituisce una
rete di operatori che si dimostrerà utile nel prosieguo del percorso.
Rispetto all’iter scolastico, emerge, per la ragazza, la necessità di essere
accompagnata a scuola, sia in senso fisico che affettivo.


Non solo la famiglia è assente e sembra non abbia spazio per la figlia,
ma si dimostra molto esigente tanto da chiederle di badare sia alla
sorellina più piccola, sia al fratello più grande disabile. Compiti non
adatti ad una persona della sua età e che le portano via le già poche
energie presenti.


Nonostante la situazione molto difficile della famiglia, che le continua
a creare disagi psico-fisici, Chiara non vuole abbandonare il padre e i
fratelli per andare in comunità, quindi viene incrementato lo sforzo
della rete educativa che la possa aiutare.


In previsione di situazioni critiche legate all’inserimento in stage e
all’esame di qualifica previsti nel secondo anno, gli educatori progettano
un percorso personalizzato che le possa dare un supporto.

I mesi in classe trascorrono senza grandi problemi e dopo il periodo di
stage, dove si è manifestato qualche episodio di crisi, sostiene l’esame e
raggiunge la qualifica.


Dopo il successo formativo, il tirocinio presso un salone di acconciatura,
svolge con un esito particolarmente favorevole, anche grazie al costante
monitoraggio che è stato mantenuto su di lei.


Attualmente Chiara lavora con un contratto di apprendistato presso un
ottimo salone di acconciatura in centro a Torino.

Francesco
Nato nel: 1991
Qualificato nel: 2009


Francesco arriva in Piazza dei Mestieri all’età di 16 anni con alle spalle
diverse bocciature all’istituto tecnico alberghiero che frequentava, che
gli hanno ridotto la stima in se stesso e hanno creato un forte senso di
inadeguatezza rispetto alla sfide della realtà. La situazione fa emergere
da subito episodi critici verificatisi sia in classe, durante il percorso di
studio, che durante lo stage in azienda.


Il lavoro con Francesco è orientato a scoprire le sue capacità, ad aiutarlo
a coltivare la sua passione per la cucina e a supportarlo nello sviluppare
la curiosità nei confronti di esperienze nuove, che gli permettano di
affrontare in modo adeguato la situazione difficile del momento, senza
scappare. Viene seguito in modo mirato per permettergli di acquisire
strumenti e metodi di studio/lavoro da applicare autonomamente in
modo sicuro.


Grazie a questo lavoro, nonostante le sue difficoltà, riesce a portare a
termine il percorso biennale e si iscrive al secondo anno dell’Istituto
Alberghiero dove raggiunge il diploma. Il suo ingresso nel mondo del
lavoro si rivela ricco di opportunità ed esperienze positive. Già durante
lo stage si era distinto, diventando capo partita dei secondi ai Ronchi
Verdi. Successivamente si conferma lavorando con lo chef stellato
Nicola Batavia, dapprima affiancandolo nelle cucine del suo ristorante
‘L Birichin a Torino e successivamente accompagnandolo nei locali della
Nike Vip House alle Olimpiadi di Londra. Segue una brillante esperienza
nelle prestigiose cucine del ristorante stellato Michelin “Le Calandre” a
Padova.

SALIM
Qualifica: Panetteria e pasticceria

Il Gambia. Un paese incastonato nel cuore dell’Africa Occidentale, come una pietra preziosa. Solo che di prezioso ha ben poco, se non i suoi abitanti, come Salim.

Salim ricorda perfettamente il giorno in cui ha incontrato la Piazza dei Mestieri, il 4 ottobre 2014, come si ricordano i fatti importanti, quelli destinati a cambiarti la vita, quei giorni in cui non hai coscienza subito di ciò che porteranno, ma in cui pregusti una sottile, sommessa e impalpabile promessa.

Salim vive solo tre anni in Gambia perché poi si trasferisce con la sua famiglia in Libia. Conduce una vita normale, studia, il papà lavora per il governo, fino a quando non ha inizio, nel 2011, la guerra civile. Il papà viene arrestato, poco dopo anche la mamma e il fratello maggiore di Salim. Lui stesso  conosce la galera, ma, essendo minorenne viene rilasciato dopo due mesi e messo in un carcere minorile dove ha la possibilità di studiare. La scuola, i professori hanno sempre un ruolo di primo piano nella vita di Salim: si appoggia a qualcuno di loro quando è in difficoltà, quando ha bisogno di un consiglio, quando è disperato e non viene mai abbandonato.

Il papà di Salim viene ucciso in carcere, la mamma viene aiutata ad uscire da una professoressa di Salim e la famiglia cerca di ritrovare una tranquillità, sebbene ferita. La casa di Salim si trova in una via diventata tristemente famosa per gli scontri scoppiati durante il Ramadan del 2014, tra due campi militari nemici ed è così che la seconda guerra civile gli porta via anche la mamma, morta sotto un bombardamento della loro casa, dopo giorni di sofferenze, insieme ad altre 27 persone.

Si fa strada la disperazione e la decisione sul cosa fare viene lasciata al fratello maggiore, che propende per venire in Italia, affrontando i rischi della traversata. Di fronte all’insistenza di una professoressa, che lo mette in guardia rispetto ai pericoli di un viaggio in mare, Salim decide di rimanere in Libia e lascia partire il fratello maggiore e il fratellino. Per giorni non ha notizie, fino a quando, tragicamente, vede e riconosce in un notiziario il corpo del fratellino senza vita, recuperato in mare a Lampedusa. Del fratello maggiore non ha più notizie. 

Si procura il video del fratellino, lo riguarda incessantemente, non riesce a staccarsi dalla sensazione di morte e precarietà della vita, non trova più alcun senso nel cercare di andare avanti e decide di affrontare anche lui il mare per venire in Italia, quasi sperando di fare la stessa fine del fratello. Suonano inutili anche tutte le parole di speranza spese dal suo professore a cui risponde: “il cuore non viene dall’uomo, il cuore viene da Dio, non posso decidere io cosa sente il mio cuore, non posso controllare il mio cuore come voglio, decidere di fare o non fare così”. Non basta una decisione volontaria per sostenere la vita. È così anche per noi, non basta convincersi di potercela fare per stare in piedi. Occorre qualcosa che sostenga la vita.

Ad ogni scoppio di bomba la memoria va subito alla mamma, al papà, ed emerge una mancanza, tutti i giorni. Non può non partire, deve trovare una nuova vita, a costo di perderla. Con gli 800 euro ricevuti dal suo professore, Salim inizia la sua nuova avventura: raggiunge il mare e si imbarca. Tre giorni di mare insieme ad altre 98 persone, tra cui 14 bambini, solo tre litri di acqua e un po’ di pane, riservato ai bimbi. Quando parla della traversata rivive ancora quei momenti di confusione, di perdita di speranza, di disperazione, di mancanza di informazioni e di benzina. Con lo sgomento negli occhi, racconta che beve l’acqua del mare, consapevole che gli sarebbe stata fatale, ma desidera ancora bere prima di morire. Ma è stata un’esperienza, grazie a Dio - come dice lui, durante la quale avere accanto persone che ti sorreggono e ti impediscono di buttarti nel mare, fa la differenza. Persone che puoi chiamare amici.

Finalmente scorgono una nave, confusione, urla, finché vedono una bandiera italiana e di colpo scende il silenzio perché, come dice Salim “quando le persone vedono qualcosa che gli piace possono essere molto felici e non riescono nemmeno a parlare”: la salvezza. Quante volte la felicità inaspettata, ormai sepolta sotto coltri inespugnabili, ci ha sorpresi in silenzio. Le parole non riescono a dire ciò che il cuore sente, la promessa di felicità che il cuore sente non è disattesa.

Viene portato a Lampedusa, rimane 14 giorni in Sicilia per poi essere trasferito a Settimo Torinese in una comunità per minorenni, poiché Salim ha appena 16 anni. Dopo appena una settimana chiede di andare a scuola, consapevole che la prima cosa da fare in un paese nuovo è conoscere la lingua e le persone.

Inizia a frequentare la scuola e poi la Piazza dei Mestieri, dove fa il Corso di panetteria e pasticceria. È uno studente modello e dopo il periodo di stage in una delle più importanti catene di panetteria torinesi, gli vengono riconosciute competenze e professionalità e viene assunto come apprendista. Esprime la sua gratitudine dicendo: “Grazie a Dio oggi mi sento l’uomo più ricco del mondo, non per i soldi, ma per il cuore, per l’aiuto che ho avuto. Sono felice di essere qui. Io quando vedo un bambino italiano, nato oggi, lo ringrazio, mi metto per terra per lui, perché non posso dimenticare cosa hanno fatto gli italiani per me”.

Salim dice di sé: ”ho già 19 anni”,  con tutta la drammaticità di un uomo adulto.

Un uomo che ha visto di tutto, ha conosciuto il dolore, la mancanza e la disperazione, ma che si è aggrappato a tutti coloro che gli hanno teso una mano ed ha ricominciato a stare in piedi, a vivere e a ringraziare.

ADRIANO
Nato nel: 1993
Qualificato nel: 2011


Adriano arriva in Piazza dei Mestieri attraverso il Progetto Laboratorio
Scuola Formazione 14-16, esperienza ormai consolidata che ha
come obiettivo il contenimento della dispersione scolastica ed il
riavvicinamento positivo alla Scuola dopo anni di insuccessi e fallimenti.
È un progetto ponte che permette ai ragazzi segnalati dalle Scuole Medie
territoriali di aderire alle attività della formazione professionale durante
l’ultimo anno delle medie, di sostenere un esame di licenza specifico
ed eventualmente continuare in formazione professionale, acquisendo
crediti che consentano l’inserimento su un percorso biennale.
Adriano inizia lentamente, non sembra particolarmente colpito dalle
attività. Non manifesta né interesse né coinvolgimento, eppure agli
occhi dei docenti c’è qualcosa su cui si può puntare per valorizzarlo.
Dopo qualche tempo Adriano inizia a lasciarsi andare: racconta ai
nuovi educatori che i suoi insegnanti lo hanno sempre lasciato un po’ in
disparte, ma ancora non si capisce perché. La svolta avviene durante il
primo incontro con i genitori, promosso dagli educatori, per condividere
i risultati dei primi mesi e alle parole: “il ragazzo ha del potenziale, è in
gamba, ce la può fare”, i genitori sembrano rinascere e lì si scopre che
per anni, essendo Adriano dislessico, a scuola è sempre stato trattato
come un ragazzo svogliato, senza mai capire a fondo quali fossero le
difficoltà reali del ragazzo.


Da lì in avanti il percorso è in crescita: Adriano non si deve più
nascondere e riesce in questo modo a tirare fuori il meglio di sé.
Termina il laboratorio con pochissime ore di assenza e con buone
valutazioni e si iscrive al percorso biennale di Sala Bar.


Durante il primo anno Adriano alterna periodi di impegno a momenti di
sfiducia che sfociano in una condotta non sempre adeguata. In diverse
occasioni pensa di ritirarsi dal percorso perché sopraffatto dalla paura di
non farcela e di andare incontro all’ennesimo fallimento. Tutta l’equipe
educativa del corso, insegnanti – tutor – coordinatori e orientatrici,
cercano di motivarlo e spronarlo facendogli ritrovare la stima e la
motivazione necessari per andare avanti.


Verso la fine del primo anno Adriano partecipa ad un grande evento
teatrale dimostrando così di saper e poter vincere il timore di parlare
in pubblico. Sia il primo che il secondo quadrimestre si chiudono però
con numerosi debiti formativi. Il corpo docenti decide di scommettere
su Adriano e decide di ammetterlo alla seconda annualità, facendogli
frequentare i corsi di recupero.


Nel secondo anno Adriano dimostra una maturazione profonda. Gli
viene chiesto di parlare come relatore al Convegno per la condivisione
dei risultati dell’esperienza progettuale: accetta e se la cava alla
grande. Affronta l’anno e lo stage con consapevolezza e buoni risultati,
ottenendo una buona valutazione all’esame di qualifica. Rinfrancato
dai risultati ottenuti decide di iscriversi al quarto anno per ottenere il
diploma. Nonostante le difficoltà riesce a raggiungere un buon livello e
a ottenere il diploma, raccogliendo tutto ciò che aveva seminato in tre
anni di fatiche, difficoltà e paure.


Oggi Adriano lavora per un’importante società di ristorazione.