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1. Costituzione

È costituita una Fondazione denominata “Fondazione PIAZZA DEI MESTIERI Marco Andreoni”, siglabile “Fondazione PIAZZA DEI MESTIERI”.
La Fondazione non ha scopo di lucro.
Le finalità della Fondazione si esplicano sull’intero territorio nazionale.

2. Sede

La Fondazione ha sede a Torino.
Delegazioni ed uffici potranno essere costituiti sul territorio nazionale, per svolgere, in via accessoria e strumentale rispetto agli scopi della Fondazione, attività di promozione e sviluppo di relazioni finalizzate al raggiungimento degli scopi della Fondazione stessa.

3. Scopi

La Fondazione ha finalità educative e di stimolo allo sviluppo dell’imprenditoria locale.
Nel perseguire i suoi fini educativi, la Fondazione intende operare per favorire la preparazione e l’avviamento dei giovani al lavoro, l’istruzione degli stessi, migliorando e innovando i servizi educativi, ponendo attenzione particolare alle politiche di inclusione sociale e alla prevenzione delle diverse forme di disagio giovanile e ai fenomeni di dispersione scolastica.
Nel perseguire il fine dell’inserimento lavorativo dei giovani e lo sviluppo dell’imprenditoria locale, la Fondazione intende realizzare strutture insediative per lo stabilimento di attività economico-produttive e di servizi, nonché sviluppare attività di accompagnamento all’imprenditoria locale.
Per raggiungere i propri scopi, la Fondazione potrà far sorgere e sostenere centri di aggregazione polivalenti per giovani, introducendo e sperimentando modalità di cogestione dove gli stessi potranno accedere a proposte inerenti l’orientamento, l’attività imprenditoriale, l’inserimento in percorsi di alternanza, la formazione tecnico-professionale, le attività di sostegno al percorso scolastico, ad attività culturali, sportive e ricreative.
La Fondazione intende valorizzare le reti di volontariato esistenti sul territorio e favorirà l’aggregazione dei soggetti pubblici e privati che operano nel campo delle politiche giovanili, con particolare attenzione a quelle di inclusione sociale.
La Fondazione si farà parte attiva nell’attuazione di iniziative di informazione e di sensibilizzazione dei giovani, delle loro famiglie e degli operatori pubblici e privati, relativamente alla promozione di tutti gli strumenti che possono favorire la promozione sociale dei giovani.
La Fondazione potrà altresì intraprendere attività di ricerca sociale sui temi del disagio giovanile e su ogni altro tema oggetto delle finalità istituzionali della stessa.
In tale contesto, la Fondazione potrà inoltre porre in essere iniziative per studiare, sollecitare e favorire l’emanazione di provvedimenti legislativi e amministrativi nel campo delle politiche per i giovani.
Tutte le attività potranno essere svolte dalla Fondazione sia direttamente che indirettamente, attraverso la concessione – sotto qualsiasi titolo – dei beni della Fondazione ad Associazioni, Enti di Formazione, Cooperative, Società operanti nei settori sopra descritti, enti pubblici e privati.
La Fondazione potrà partecipare a ogni tipo di iniziativa volta – direttamente o indirettamente – al raggiungimento dello scopo sociale.

4. Attività strumentali, accessorie e connesse

Per il raggiungimento dei suoi scopi la fondazione potrà tra l’altro:
a. stipulare ogni opportuno atto o contratto, anche per il finanziamento delle operazioni deliberate, tra cui, senza l’esclusione di altri, l’assunzione di mutui, a breve o a lungo termine, l’acquisto, in proprietà od in diritto di superficie, di immobili, la stipula di convenzioni di qualsiasi genere con Enti Pubblici o Privati, che siano considerate opportune ed utili per il raggiungimento degli scopi della Fondazione;
b. amministrare e gestire i beni di cui sia proprietaria, locatrice, comodataria o comunque posseduti;
c. stipulare convenzioni per l’affidamento in gestione di parte delle attività;
d. partecipare ad associazioni, enti ed istituzioni, pubbliche e private, la cui attività sia rivolta, direttamente od indirettamente, alla promozione della musica, della cultura e dell’arte; la Fondazione potrà, ove lo ritenga opportuno, concorrere anche alla costituzione degli organismi anzidetti e alla costituzione di altri soggetti giuridici il cui scopo sia direttamente o indirettamente connesso agli scopi istituzionali della fondazione;
e. erogare borse di studio

5. Vigilanza

La Fondazione è sottoposta a vigilanza dell’autorità governativa ai sensi e per gli effetti dell’art. 25 del Codice Civile, secondo le modalità previste dal D.P.R. 10 febbraio 2000 n. 361 e s.m.i..

6. Patrimonio

Il patrimonio della Fondazione è costituito:

  • dal fondo di dotazione iniziale indisponibile;
  • dai conferimenti in denaro o beni mobili ed immobili, o altre utilità impiegabili per il perseguimento degli scopi, effettuati dai Fondatori o da altri partecipanti ed espressamente destinati a patrimonio;
  • dai beni mobili ed immobili espressamente destinati a patrimonio che pervengano o perverranno a qualsiasi titolo alla Fondazione, compresi quelli dalla stessa acquistati secondo le norme del presente Statuto;
  • dalle elargizioni fatte da Enti o da privati con espressa destinazione ad incremento del patrimonio;
  • dalle rendite non utilizzate che, con delibera del consiglio di Amministrazione, possono essere destinate ad incrementare il patrimonio;
  • da contributi attribuiti al fondo di dotazione dallo Stato, da Enti Territoriali o da altri Enti Pubblici.

7. Fondo di gestione

Il fondo di gestione della Fondazione è costituito:

  • dalle rendite e dai proventi derivanti dal patrimonio e dalle attività della Fondazione medesima;
  • da eventuali donazioni, elargizioni o disposizioni testamentarie, che non siano espressamente destinate al patrimonio;
  • da eventuali altri contributi attribuiti dallo Stato, da Enti Territoriali o da altri Enti Pubblici;
  • dai contributi e dalle quote associative dei Fondatori, degli Aderenti e dei Sostenitori;
  • dai ricavi delle attività istituzionali, accessorie, strumentali e connesse.

Il Fondo di gestione della Fondazione é impiegato per il funzionamento della Fondazione stessa e per la realizzazione dei suoi scopi.

8. Esercizio finanziario

L’attività della Fondazione sarà organizzata sulla base di programmi poliennali.
L’esercizio finanziario ha inizio con il 1 gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno.
Entro tale termine il Consiglio di Amministrazione approva il bilancio economico di previsione ed entro il 30 aprile successivo il conto consuntivo.
Il bilancio economico di previsione ed il bilancio di esercizio devono essere trasmessi a tutti i Fondatori, accompagnati dalla relazione sull’andamento della gestione sociale e dalla relazione del Collegio dei Revisori.
Gli organi della Fondazione, nell’ambito delle rispettive competenze, possono contrarre impegni ed assumere obbligazioni nei limiti degli stanziamenti del bilancio approvato.
Gli eventuali avanzi delle gestioni annuali dovranno essere impiegati per il ripiano di eventuali perdite di gestione precedenti, ovvero per il potenziamento delle attività della fondazione o per l’acquisto di beni strumentali per l’incremento o il miglioramento della sua attività.
E’ vietata la distribuzione di utili od avanzi di gestione nonché di fondi e riserve durante la vita della Fondazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.

9. Aderenti

Possono ottenere la qualifica di “Aderenti” le persone fisiche o giuridiche, pubbliche o private, e gli enti che, condividendo le finalità della Fondazione, contribuiscono alla sopravvivenza della medesima ed alla realizzazione dei suoi scopi mediante contributi in denaro, annuali o pluriennali, in misura non inferiore a quella stabilita, anche annualmente, nelle forme e nella misura, dal Consiglio di Amministrazione.
La qualifica di Aderente è deliberata dal Consiglio di Amministrazione e dura per tutto il periodo per il quale il contributo è stato regolarmente versato.

10. Sostenitori

Possono ottenere la qualifica di “Sostenitori” le persone fisiche o giuridiche, pubbliche o private e gli enti che contribuiscono agli scopi della Fondazione con un contributo che verrà determinato dal Consiglio di Amministrazione, ovvero con una attività, anche professionale, di particolare rilievo o con l’attribuzione di beni materiali od immateriali.
La durata della qualifica di Sostenitore è stabilita dal Consiglio di Amministrazione in relazione alla natura e alla entità del conferimento.

11. Prerogative di Aderenti e Sostenitori

Gli aderenti e i sostenitori possono partecipare, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio di Amministrazione aventi ad oggetto l’approvazione del bilancio di esercizio e ad altre riunioni a cui il Consiglio di Amministrazione ritenga opportuno invitarli.
Gli Aderenti ed i Sostenitori possono, con modalità non recanti pregiudizio alla attività della Fondazione, accedere ai locali ed alle strutture funzionali della medesima, come pure ai laboratori ed eventuali centri di documentazione, nonché partecipare alle iniziative dell’Ente.

12. Fondatori

Sono Fondatori coloro che hanno partecipato all’atto costitutivo della Fondazione e le persone fisiche e giuridiche che, a giudizio del Consiglio di Amministrazione, abbiano contribuito in modo rilevante con l’apporto di beni, denaro o della propria opera all’attività della Fondazione e che vengono riconosciuti come tali con delibera adottata a maggioranza assoluta dal Consiglio di Amministrazione su indicazione dei Fondatori, entro due anni dalla costituzione della Fondazione.
I fondatori persone fisiche mantengono tale loro qualifica a vita, mentre i fondatori persone giuridiche fino al momento in cui non vi verifichi una causa di scioglimento prevista dalla legge ovvero siano sottoposte a procedure concorsuali. Le persone fisiche, in caso di rinuncia, possono trasmettere tale qualifica a persona designata per iscritto con lettera inviata al Presidente della Fondazione e al Presidente del Collegio dei Revisori. Con la stessa modalità possono designare la persona che li sostituirà in caso di morte.

13. Comitato tecnico – scientifico

Il Consiglio di Amministrazione, sentiti la Regione Piemonte, la Città di Torino e l’Arcivescovo della Diocesi di Torino, può nominare un comitato tecnico – scientifico tra persone di comprovata esperienza stabilendone durata in carica, emolumenti e funzioni.

14. Organi della fondazione

Sono organi della Fondazione

  • il Consiglio di Amministrazione
  • il Presidente
  • il Collegio dei Revisori dei Conti

15. Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione viene nominato dai Soci Fondatori con decisione a maggioranza.

Il numero dei componenti  del Consiglio di Amministrazione, che può constare di tre o cinque membri, viene stabilito di volta in volta al momento della nomina e la prima volta nell’atto costitutivo.

I membri del Consiglio di Amministrazione restano in carica quattro anni e sono rieleggibili.

Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più amministratori, ma complessivamente non costituenti la metà dei consiglieri, gli altri provvedono a sostituirli entro 30 giorni.

Il membro del Consiglio di Amministrazione che, senza giustificato motivo, non partecipa a tre riunioni consecutive, può essere dichiarato decaduto dal Consiglio stesso. In tal caso, come in ogni altra ipotesi di vacanza della carica di un numero di consiglieri inferiori alla metà del Consiglio in carica, i Consiglieri in carica cooptano un nuovo Consigliere che resterà in carica sino alla decorrenza del termine degli altri.

Nel caso in cui un Fondatore si dichiari impossibilitato ad accettare la carica di Consigliere, lo stesso può designare un proprio sostituto quale Consigliere.

Il Consiglio di Amministrazione ha tutti i poteri per l’Amministrazione ordinaria e straordinaria della Fondazione, tranne quelli attribuiti dal presente statuto ai Fondatori.

Le cariche di tutti i membri del Consiglio di Amministrazione sono assunte a titolo gratuito, salvo il diritto, ove previsto dalla normativa vigente, ai rimborsi spese che dovranno essere opportunamente giustificati.

In particolare provvede a:

  • proporre ai Fondatori le linee generali dell’attività della Fondazione ed i relativi obbiettivi e programmi, nell’ambito degli scopi e delle attività di cui agli artt. 3 e 4 ;
  • nominare il Presidente della Fondazione ed un Vice Presidente;
  • approvare il bilancio di previsione ed il conto consuntivo;
  • deliberare in ordine all’accettazione di eredità, legati e donazioni nonché all’acquisto e l’alienazione di beni immobili;
  • accettare la domanda di adesione alla Fondazione di Aderenti e Sostenitori, di cui agli articoli 9 e 10 del presente Statuto e cooptare gli Aderenti e i Sostenitori che entrano a far parte del Consiglio di Amministrazione, entro i limiti stabiliti dal presente articolo;
  • deliberare le modifiche statutarie, con una maggioranza dei due terzi dei consiglieri;
  • redigere un regolamento che stabilisca le modalità di funzionamento della fondazione;
  • nominare i soggetti che entrano a fare parte della fondazione come soci fondatori ai sensi dell’articolo 12 del presente statuto;
  • nominare i membri del Comitato Scientifico fissandone il numero dei componenti e le funzioni;
  • svolgere tutti gli ulteriori compiti allo stesso attribuiti dal presente Statuto.

Il Consiglio può delegare parte dei propri poteri a singoli Consiglieri tra i quali il Presidente.

16. Convocazione e quorum

Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente di propria iniziativa o su richiesta di almeno metà dei suoi membri, con lettera raccomandata, anche a mano, spedita o consegnata con almeno sei giorni di preavviso, ovvero tramite posta elettronica o fax nel caso in cui il destinatario abbia indicato i relativi dati e dichiarato di ritenere valide tali modalità di comunicazione, ovvero, in caso di urgenza, a mezzo telegramma, posta elettronica o telefax inviato con tre giorni di preavviso.
L’avviso di convocazione deve contenere l’ordine del giorno della seduta, il luogo e l’ora. Esso può contestualmente indicare anche il giorno e l’ora della seconda convocazione e può stabilire che questa sia fissata lo stesso giorno della prima convocazione a non meno di un’ora di distanza da questa.
Il Consiglio si riunisce validamente con la presenza della maggioranza dei suoi componenti. Esso delibera a maggioranza assoluta dei voti dei presenti; in caso di parità prevale il voto del Presidente. Per le deliberazioni riguardanti modifiche statutarie è richiesta la maggioranza qualificata dei Consiglieri.
Le deliberazioni constano da apposito verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario e steso su apposito libro da tenersi con le modalità previste per l’omologo libro delle società per azioni.

17. Presidente

Il Presidente della Fondazione è anche Presidente del Consiglio di Amministrazione. Egli ha la legale rappresentanza della Fondazione di fronte a terzi ed agisce e resiste avanti a qualsiasi autorità amministrativa o giurisdizionale, nominando avvocati.
Il Presidente esercita tutti i poteri di iniziativa necessari per il buon funzionamento amministrativo e gestionale della Fondazione; il Presidente può delegare singoli compiti al Vice Presidente, il quale, in caso di assenza od impedimento del Presidente, ne svolge le funzioni.
In particolare, il Presidente cura le relazioni con Enti, istituzioni, Imprese Pubbliche e Private ed altri organismi, anche al fine di instaurare rapporti di collaborazione e sostegno delle singole iniziative della Fondazione.
Egli, inoltre, sottopone al Consiglio di Amministrazione le linee generali di programma e le specifiche iniziative che rientrano negli scopi della Fondazione;

18. Collegio dei Revisori dei Conti

Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da tre membri, nominati dai Fondatori, ai quali spetta anche la designazione del Presidente del Collegio, scelto tra persone iscritte nell’elenco dei Revisori Contabili.
Il Collegio vigila sulla gestione finanziaria della Fondazione, accerta la regolare tenuta delle scritture contabili, esamina le proposte di bilancio preventivo e di conto consuntivo, redigendo apposite relazioni, ed effettua verifiche di cassa.
Il Collegio resta in carica quattro anni ed i suoi componenti possono essere confermati.
I componenti del Collegio possono assistere alle riunioni del Consiglio di amministrazione.
Le cariche di tutti i membri del Collegio dei Revisori dei Conti sono assunte a titolo gratuito, salvo il diritto, ove previsto dalla normativa vigente, ai rimborsi spese che dovranno essere opportunamente giustificati.

19. Clausola Arbitrale

Tutte le controversie relative al presente Statuto, comprese quelle inerenti la sua interpretazione, esecuzione e validità saranno deferite ad un collegio arbitrale di tre arbitri, due dei quali nominati da ciascuna parte ed il terzo, con funzione di Presidente, scelto congiuntamente dai due arbitri così designati o, in caso di disaccordo, dal Presidente del Tribunale di Torino al quale spetterà altresì la nomina dell’eventuale arbitro non designato da una delle parti.
Gli arbitri procederanno in via irrituale e secondo equità.
La sede dell’arbitrato sarà Torino.

20. Scioglimento

In caso di scioglimento della Fondazione per qualunque causa, il patrimonio verrà devoluto, con deliberazione del Consiglio Amministrazione, ad altri enti che perseguano finalità analoghe ovvero a fini di pubblica utilità. Lo scioglimento è deliberato dal Consiglio di Amministrazione a maggioranza dei tre quarti dei suoi membri.

21. Clausola di rinvio

21. Clausola di rinvio

Per quanto non previsto dal presente Statuto si applicano le disposizioni del Codice Civile e le norme di legge vigenti in materia.

22. Norma transitoria

Le norme relative alla nomina degli amministratori di cui all’art. 15 entrano in vigore alla data di scadenza del mandato degli amministratori in carica al momento dell’approvazione del presente statuto da parte dell’Autorità di Governo.

Visto per inserzione e deposito.
Torino, lì 23.IX.2011

Regolamento delle spese in economia

Approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 04/05/2009, pubblicato sul sito della Fondazione Piazza dei Mestieri in data 11/05/2009

Art. 1 – Oggetto del regolamento

Il presente regolamento disciplina le modalità, i limiti e le procedure per l’acquisizione in economia di lavori, beni e servizi, di seguito denominati “interventi”, ai sensi degli artt. 125, commi 9, 10, 11 e 12 e 253, comma 22 del Decreto Legislativo 12 aprile 2006 n. 163, di seguito denominato “codice” nonché della comunicazione interpretativa della Commissione relativa al diritto comunitario applicabile alle aggiudicazioni di appalti non o solo parzialmente disciplinate dalle direttive appalti pubblici del 1 agosto 2006 della Fondazione Piazza dei Mestieri “Marco Andreoni”, di seguito denominata “Fondazione”. Il presente regolamento si applica esclusivamente ai casi in cui la Fondazione sia tenuta a rispettare la normativa nazionale e comunitaria in tema di appalti per obbligo derivante dalla legge o dal contrato. In tutti gli altri casi, la Fondazione esercita la sua piena autonomia di soggetto privato nella conclusione di contratti di appalto.

Art. 2 – Modalità di acquisizione in economia

1. L’acquisizione in economia può avvenire:

a. in amministrazione diretta
b. a cottimo fiduciario

2. Sono eseguiti in amministrazione diretta gli interventi per i quali non occorre la partecipazione di alcun operatore economico. Essi sono effettuati con materiali e mezzi propri o appositamente noleggiati e con personale proprio.

3. Sono eseguiti a cottimo fiduciario gli interventi per i quali si rende necessario, ovvero opportuno, con procedura negoziata, l’affidamento ad operatori economici.

4. L’acquisizione di beni e servizi in economia è ammessa per importi inferiori a 206.000 euro. L’acquisizione di lavori in economica è ammessa per importi inferiori a 200.000 Euro. Tali soglie sono adeguate in relazione alle modifiche delle soglie previste dall’articolo 28 del codice, con lo stesso meccanismo di adeguamento previsto dall’articolo 248 del codice.

Art. 3 – Voci e limiti di spesa

1. E’ ammesso il ricorso all’acquisizione in economia per i lavori di cui all’art. 125, comma 6, D. Lgs. 163/04, entro l’importo sopraindicato e nell’ambito delle specifiche competenze della Fondazione. È ammesso il ricorso all’acquisizione in economica per i seguenti beni e servizi, entro l’importo per ogni singola fattispecie di spesa di seguito indicata, di Euro 206.000,00 salvo quando diversamente specificato:

a) Acquisto, restauro, manutenzione e riparazione di mobili, arredi, complementi di arredamento e suppellettili;

b) Acquisto, noleggio, assistenza e manutenzione di impianti tecnologici, idraulici, elettrici, di riscaldamento, di condizionamento e fornitura di relativo materiale;

b-bis) Acquisto, noleggio, assistenza e manutenzione di macchinari ed attrezzature utili per il perseguimento dello scopo sociale della Fondazione.

c) Spese per la fornitura di acqua, gas ed energia elettrica, anche mediante l’acquisto di apparecchiature e spese relative di allacciamento;

d) Acquisto di generi di cancelleria, carta e accessori d’ufficio per un importo fino a 50.000,00 e) Spese relative ai servizi di pulizia, per un importo fino a 150.000,00;

f) Spese per la stampa e diffusione di documenti; spese per l’editoria, la stampa, la realizzazione e la diffusione di pubblicazioni; riprese televisive, filmati e prodotti fotografici anche digitali e su supporto informatico;

g) Spese postali e telefoniche;

h) Acquisto di libri, registri, riviste, giornali e pubblicazioni di vario genere, anche su supporto informatico e multimediale; abbonamenti a periodici, a banche dati e ad agenzie di informazione per un importo fino a 50.000,00;

i) Divulgazione di bandi di concorso o avvisi a mezzo stampa o altri mezzi di informazione per un importo fino a 50.000,00;

j) Spese per la partecipazione e l’organizzazione di conferenze, convegni, congressi, riunioni, mostre, cerimonie, manifestazioni e ricorrenze; spese per informazione e promozione di attività societarie per un importo fino a 150.000,00;

k) Spese di rappresentanza, per un importo fino a 100.000,00;

l) Spese per servizi di lavoro interinale per un importo fino a 50.000,00;

m) Spese per la formazione del personale;

n) Polizze di assicurazione e fideiussioni;

o) Acquisto, noleggio, riparazione e manutenzione di veicoli; acquisto di materiale di ricambio, carburanti, combustibili e altro materiale di consumo;

p) Spese per il trasporto di persone e materiale vario, spedizioni, traslochi, carico e scarico di materiali e immagazzinamento, per un importo fino a 100.000,00;

q) Spese per consulenze aziendali in generale;

r) Acquisto, noleggio, installazione, manutenzione e riparazione di sistemi ed apparecchi telefonici, apparati di telecomunicazione, sistemi di videoconferenza, apparati fax, fotocopiatrici, apparecchi televisivi, impianti di ripresa e di videoproiezione;

s) Acquisto, noleggio, installazione, gestione, manutenzione e riparazione di apparati, reti e sistemi informatici, materiale informatico di consumo, licenze di uso del software, relativi aggiornamenti e canoni di manutenzione;

t) Spese per consulenza fiscale, controllo contabile, assistenza specialistica, sistemistica e di programmazione dei sistemi informativi e dei servizi volti a garantire la sicurezza fisica e logica dei dati. L’acquisizione di beni e servizi in economia è, altresì, consentita nelle ipotesi disciplinate dall’art. 125 comma 10 del codice per importi inferiori a 206.000 euro;

u) Spese per consulenze tecniche e progettazioni volte all’implementazione di domande per l’accesso a finanziamenti pubblici di qualunque livello per importi fino a 206.000 euro.

2. Come meglio precisato all’art. 5 del presente regolamento, per l’acquisizione di beni e servizi di importo superiore a 20.000 euro e di lavori fino all’importo massimo di 40.000 euro e fino all’importo massimo rispettivamente consentito, l’affidamento avviene mediante ricorso al cottimo fiduciario. Per l’acquisizione di beni e servizi inferiori a 20.000 euro e di lavori di importo inferiore a 40.000 euro è consentito l’affidamento diretto da parte del responsabile del procedimento.

3. Nelle ipotesi di contratti pluriennali, i limiti si riferiscono alla spesa prevista per l’intero periodo di affidamento.

4. Tutti gli importi di spesa indicati nel presente regolamento sono sempre “oneri fiscali esclusi”.

5. E’ vietato l’artificioso frazionamento degli interventi allo scopo di sottoporli alla disciplina di cui al presente regolamento.

Art. 4 – Avvio della procedura

1. L’ufficio competente per materia per la fornitura o il servizio da acquistare deve segnalare la necessità al Direttore generale (o Direttore amministrativo).

2. Il Direttore generale (o Direttore amministrativo)dispone il ricorso all’acquisizione in economia indicando:

− i lavori, i beni o i servizi da acquisire e le cause che ne determinano la necessità;
− il responsabile del procedimento, secondo quanto disposto dal successivo art. 5, qualora non ritenga di mantenere in capo a sé detto ruolo;

e per gli interventi da eseguirsi a cottimo fiduciario:

− l’ammontare previsto della spesa per ciascun intervento;
− le condizioni generali di esecuzione degli interventi;
− le modalità di pagamento;
− la cauzione e la penalità in caso di ritardo nell’esecuzione dei lavori.

Art. 5 – Responsabile del procedimento

1. Il responsabile del procedimento indicato cura le fasi di affidamento ed esecuzione dell’intervento.

2. Il responsabile del procedimento, oltre ai compiti specificatamente previsti da altri articoli del presente regolamento, durante ciascuna fase di attuazione dell’intervento:

a) Accerta la disponibilità di mezzi, strumenti e locali necessari per lo svolgimento del servizio o la fornitura dei beni;

b) Cura il rispetto dei tempi concordati per la realizzazione o la fornitura, il rispetto dei costi e il livello di qualità dei beni e servizi, che devono essere pienamente rispondenti a quanto specificato in fase di affidamento dell’intervento;

c) Segnala al Direttore generale (o Direttore amministrativo).eventuali disfunzioni, impedimenti, ritardi nell’attuazione degli interventi.

3. Il nominativo del responsabile del procedimento deve essere indicato nell’invito a presentare un’offerta inviato per iscritto agli operatori economici.

Art. 6 – Richiesta dei preventivi

1. A seguito dell’indicazione ricevuta dal Direttore generale (o Direttore amministrativo)., il responsabile del procedimento deve provvedere a richiedere per iscritto la presentazione di preventivi entro un termine da stabilirsi di volta in volta a operatori economici idonei, indicando in linea di massima e salvo che la natura della prestazione richieda altrimenti:

− l’oggetto della prestazione
− le caratteristiche tecniche
− le eventuali garanzie
− le modalità e/o le tempistiche di esecuzione
− le modalità di pagamento
− la penalità in caso di ritardo
− i criteri di aggiudicazione, che dovranno comprendere almeno:
− caratteristiche tecniche del prodotto e livello di servizio (analisi comparativa); − Prezzo; − tempi di realizzazione o consegna; − Condizioni di pagamento − Eventuali servizi aggiuntivi proposti dall’operatore economico, qualora sia stato così specificato nella lettera di invito
− quant’altro ritenuto necessario per meglio definire la natura dell’acquisizione

2. I preventivi devono essere richiesti, nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, ad almeno cinque operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei, individuati sulla base di indagini di mercato.

3. Per servizi o forniture di importo fino a 20.000 euro e per i lavori di importo inferiore a 40.000 euro e’ consentito il ricorso ad un solo operatore economico con affidamento diretto.

4. L’affidatario di lavori, servizi e forniture in economia deve essere in possesso dei requisiti di idoneità morale, capacità tecnico-professionale ed economico-finanziaria prescritta per prestazioni di pari importo affidate con le procedure ordinarie di scelta del contraente.

5. Per le procedure di acquisti di servizi e forniture in economia potranno essere utilizzate anche forme innovative di gara, quali l’espletamento delle stesse per via telematica (gare on line).

6. Le richieste di preventivo o di offerte potranno essere richieste anche attraverso fax o la pubblicazione sui siti internet della Fondazione.

Art. 7 – Scelta del preventivo

1. Scaduto il termine di cui al precedente art. 6, il responsabile del procedimento, nella fattispecie in cui sia richiesta la presentazione di preventivi a più operatori economici, ne accerta la regolarità in seduta pubblica e sceglie in base all’offerta più vantaggiosa e. laddove previsto, più rispondente alle caratteristiche tecniche richieste, in relazione a quanto previsto dalla lettera di invito previa, se del caso, una trattativa consistente nella facoltà di effettuare rilanci sui prezzi offerti. Il responsabile del procedimento ha facoltà di non procedere ad alcuna scelta con atto motivato.

2. Il responsabile del procedimento, nei casi in cui sia stato presentato o richiesto un solo preventivo, dà corso ugualmente all’esecuzione dell’intervento, quando ritiene che il preventivo presentato sia vantaggioso per la stazione appaltante.

Art. 8 – Ordinazione

1. Effettuate le operazioni di cui ai precedenti articoli, il responsabile del procedimento predispone il contratto ovvero l’ordine di acquisto, che viene sottoposto all’approvazione del Direttore generale (o Direttore amministrativo) o dei competenti organi societari.

2. Tali atti devono riportare i medesimi contenuti previsti dalla lettera di invito.

Art. 9 – Fatturazione

1. Le fatture di spesa relative alle forniture in economia devono essere munite del visto apposto dal responsabile del procedimento dopo che lo stesso ha eseguito la verifica della regolare esecuzione delle prestazioni pattuite.

2. I pagamenti sono disposti con cadenza temporale stabilita nell’ordinazione.

Art. 1 – Denominazione

 È costituita l’Associazione senza scopo di lucro denominata ASSOCIAZIONEPIAZZADEI MESTIERI.

L’associazione rientra tra le associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000 n.383.  Essa è retta dal presente  statuto e dalle vigenti norme di legge in materia.

Art. 2 – Sede

L’Associazione ha sede in Torino, via Durandi 13

Art. 3 – Scopo

L’Associazione ha finalità di promozione sociale, in particolare nei confronti di ragazzi e giovani.

A tali fini l’Associazione intende operare per creare luoghi di aggregazione giovanile, ponendo attenzione particolare alle politiche di inclusione sociale e alla prevenzione delle diverse forme di disagio giovanile e ai fenomeni di dispersione scolastica.

Per raggiungere il proprio scopo, la Associazione potrà far sorgere e sostenere centri di aggregazione polivalenti per giovani, circoli ricreativi, spacci interni, spazi finalizzati alla ricreazione, all’intrattenimento,  allo studio, alla formazione professionale e all’apprendimento di conoscenze utili all’inserimento lavorativo – in particolare nei settori della ristorazione, acconciature estetiche, grafica, informatica, impiantistica- allo svolgimento di attività sportive e culturali.

La Associazione intende valorizzare le reti di volontariato esistenti sul territorio e favorirà l’aggregazione dei soggetti pubblici e privati che  operano nel campo delle politiche giovanili, con particolare attenzione a quelle di inclusione sociale.

 La Associazione si farà parte attiva nell’attuazione di iniziative di informazione e di sensibilizzazione dei giovani, delle loro famiglie e degli operatori pubblici e privati, relativamente alla promozione di tutti gli strumenti che possono favorire la promozione sociale dei giovani.

In tale contesto, la Associazione potrà inoltre porre in essere iniziative per studiare, sollecitare e favorire l’emanazione di provvedimenti legislativi e amministrativi nel campo delle politiche per i giovani.

Tutte le attività  potranno essere svolte dalla Associazione sia direttamente che indirettamente, anche mediante accordi o convenzioni con enti senza  scopo di lucro, cooperative, enti di formazione accreditati e soggetti che condividono le finalità della associazione.

La Associazione potrà partecipare a ogni tipo di iniziativa volta – direttamente o indirettamente – al raggiungimento dello scopo sociale.

Art. 4 – Attività strumentali, accessorie e connesse

Per il raggiungimento dei suoi scopi l’Associazione potrà tra l’altro:

  • a) Gestire circoli privati, nei quali vengano somministrati alimenti e bevande e spacci riservati alla vendita di prodotti ai soci;
  • b) partecipare ad associazioni, enti ed istituzioni, pubbliche e private, la cui attività sia rivolta, direttamente od indirettamente, alla promozione della musica, della cultura e dell’arte;
  • c) erogare borse di studio per ragazzi e giovani in situazione economica di svantaggio o volte allo studio e alla ricerca di problematiche giovanili o sociali;
  • d) intraprendere ogni altra attività finalizzata al raggiungimento degli scopi sociali. È fatto espresso divieto di distribuire utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione,  a meno che la destinazione o la distribuzione

 non siano imposte per legge. L’Associazione potrà partecipare quale socio di altri circoli, enti e/ o associazioni aventi scopi analoghi.

Art. 5 – Durata

La durata dell’Associazione  è indeterminata.

Art. 6 – Soci

 Possono essere soci cittadini italiani o stranieri residenti in Italia, nonché società ed enti pubblici e privati italiani e stranieri che condividano la finalità dell’Associazione.

I soci si distinguono in soci fondatori, soci benemeriti e soci ordinari:

  • soci fondatori: coloro che hanno partecipato alla costituzione dell’Associazione; il Consiglio Direttivo può assimilare a socio fondatore altri soci, con deliberazione motivata e per particolari meriti acquisiti.
  • soci benemeriti: quelli che per la loro personalità, per aver contribuito finanziariamente o svolto attività nei confronti dell’associazione stessa ne hanno sostenuto l’attività;
  • soci ordinari: quelli ammessi dal Consiglio Direttivo in regola con il versamento della quota  annuale.

L’appartenenza all’Associazione ha pertanto carattere libero e volontario ma impegna gli aderenti al rispetto delle risoluzioni prese dai suoi organi rappresentativi, secondo le competenze statutarie e quanto disposto dal regolamento dell’Associazione. È espressamente esclusa la possibilità di partecipazione temporanea alla vita dell’Associazione. I soci hanno diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello Statuto e dei Regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’Associazione. La qualità di socio si perde per esclusione, per recesso e, limitatamente ai soci ordinari, per mancato versamento della quota annuale. Il recesso è consentito a qualsiasi socio, in qualsiasi momento.  L’esclusione  è deliberata  dal Consiglio  Direttivo  nei confronti del

 socio che con il proprio comportamento vada contro gli scopi dell’Associazione. Le quote associative non sono né trasmissibili né rivalutabili.

I versamenti a qualunque titolo effettuati da soci receduti, deceduti o esclusi saranno rimborsati entro un termine fissato annualmente dal Consiglio Direttivo.

Art. 7 – Patrimonio sociale e mezzi finanziari

 L’Associazione trae i mezzi per finanziare la propria attività:

  • a) quote e contributi degli associati;
  • b) eredità, donazioni e legati;
  • c) contributi dello  Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito  dei fini statutari;
  • d) contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali;
  • e) entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
  • f) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e  comunque  finalizzate  al raggiungimento   degli  obiettivi istituzionali;
  • g) erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
  • h) entrate derivanti da iniziative  promozionali  finalizzate  al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;
  • i) altre entrate compatibili   con le finalitàsociali  dell’associazionismo  di promozione sociale.

Art. 8 – Organi sociali

Sono organi dell’Associazione:

  • a) L’Assemblea dei Soci
  • b) Il Consiglio Direttivo;
  • c) Il Presidente del Consiglio  Direttivo;

Le cariche sociali sono gratuite, a meno che l’assemblea dei soci non deliberi diversamente. Tuttavia, il Consiglio Direttivo può attribuire emolumenti a persone – anche membri del Consiglio Direttivo stessi- per l’espletamento di particolari incarichi. 

Art. 9 – Assemblea dei Soci

 L’Assemblea dei Soci è l’organo sovrano dell’Associazione.

Hanno diritto a partecipare all’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, tutti i soci. L’Assemblea viene convocata in via ordinaria almeno una volta all’anno dal Consiglio Direttivo entro il 30 aprile per l’approvazione del bilancio consuntivo, per l’eventuale rinnovo delle cariche sociali e per la presentazione del bilancio preventivo dell’anno in corso.

L’Assemblea può inoltre essere convocata tanto m sede ordinaria che in sede straordinaria:

  • a) Per decisione del Consiglio Direttivo;
  • b) Su richiesta indirizzata, al presidente del Consiglio Direttivo, di almeno un terzo dei soci.

L’Assemblea, sia in sede ordinaria che straordinaria, viene convocata mediante affissione nella sede dell’Associazione e presso le eventuali sedi secondarie o operative dell’avviso di convocazione contenente l’ordine del giorno, la data, l’ora ed il luogo di convocazione, almeno 7 giorni prima del giorno fissato per l’adunanza. Nel caso in cui l’associazione pubblichi un bollettino periodico di informazione, anche in formato telematico, la stessa potrà essere convocata, nei medesimi termini, sul bollettino stesso, purché lo stesso sia destinato a tutti i soci. In caso di particolare urgenza l’Assemblea può essere convocata mediante l’invio di telegramma o fax entro il terzo giorno precedente l’adunanza. L’Assemblea, sia in sede ordinaria che straordinaria, si intende comunque regolarmente convocata per la presenza di tutti i soci e di tutti i membri del

 Consiglio Direttivo. Essa potrà essere convocata anche fuori dalla sede sociale, purché in Italia. Hanno diritto di intervenire in Assemblea tutti i soci in regola con il pagamento della quota associativa. I soci possono farsi rappresentare esclusivamente da altri soci attraverso delega scritta. Ogni socio può rappresentare al massimo altri quattro soci. Ogni socio ha diritto ad un voto in Assemblea. L’Assemblea vota normalmente per alzata di mano; su decisione del Presidente e per argomenti di particolare importanza la votazione può essere fatta a scrutinio segreto e, in tal caso, il Presidente può scegliere tra i presenti due scrutatori.

All’Assemblea spettano i seguenti compiti: in sede ordinaria:

  • a) Discutere e deliberare sui rendiconti economici e finanziari consuntivi e sui bilanci preventivi;
  • b) Eleggere i membri del Consiglio Direttivo;
  • c) Deliberare sulle direttive di ordine generale dell’Associazione  e sull’attività da essa svolta e da svolgere;
  • d) Deliberare   su  ogni  altro  argomento  di  carattere  ordinario   sottoposto  alla  sua approvazione dal Consiglio Direttivo.

In sede straordinaria:

  • a) Deliberare sullo scioglimento dell’Associazione;
  • b) Deliberare sulle proposte di modifica dello statuto;
  • c) Deliberare sul trasferimento di sede dell’Associazione;
  • d) Deliberare su ogni altro argomento di carattere straordinario sottoposto alla sua approvazione dal Consiglio Direttivo.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo. In sua mancanza l’Assemblea nomina il proprio Presidente. Il Presidente dell’Assemblea nomina un segretario.  Spetta al Presidente dell’Assemblea di constatare la regolarità delle deleghe

 ed in genere il diritto di intervento all’Assemblea. Delle riunioni dell’Assemblea si redige un verbale firmato dal Presidente e dal Segretario. Le Assemblee, sia in sede ordinaria che straordinaria, sono validamente costituite in prima convocazione con la presenza di almeno la metà dei soci ed in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci intervenuti. Le deliberazioni sono prese con la maggioranza più uno dei voti dei soci presenti. Le deliberazioni prese in conformità allo Statuto obbligano tutti i soci, anche se assenti, dissidenti o astenuti dal voto.

Art. 10 – Il Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è composto da tre, sei o nove membri eletti dall’assemblea dei soci tra i soci.

Il Consiglio  dura in carica per cinque esercizi sociali e comunque fino all’Assemblea ordinaria che procede al rinnovo  delle cariche. Al termine del mandato i membri del Consiglio possono essere rinominati. Il Consiglio Direttivo nomina al proprio interno il Presidente dell’Associazione e può nominare un  Vice Presidente dell’Associazione, il quale sostituisca il Presidente in caso di sua assenza o impedimento per qualsiasi causa. Il Consiglio Direttivo è investito dei poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. In particolare, ha il compito di:

  • a) Deliberare sulle questioni riguardanti l’attività dell’Associazione per  l’attuazione delle sue finalità secondo le direttive dell’Assemblea, assumendo tutte le iniziative del caso;
  • b) Predisporre i bilanci preventivi ed i rendiconti economici e finanziari;
  • c) Deliberare l’accettazione delle domande di ammissione dei nuovi soci e fissare le quote di ammissione ed i contributi associativi, nonché le eventuali penali in caso di ritardato versamento;
  • d) Deliberare sull’esclusione dei soci;
  • e) Deliberare su ogni altro oggetto sottoposto al suo esame dal Presidente;
  • f) Deliberare sull’adesione e partecipazione dell’Associazione ad enti ed istituzioni pubbliche e private, designando i rappresentanti da scegliere tra i soci;

Il Consiglio  Direttivo  si riunisce,  sempre in unica  convocazione,  tutte le volte che il Presidente  lo ritenga  necessario  o che ne  sia fatta richiesta  da  almeno  due  dei suoi membri  e  comunque  almeno  una  volta  all’anno  per  deliberare  in  ordine  al  bilancio consuntivo e preventivo  e all’ammontare della quota sociale. Le riunioni del Consiglio Direttivo  devono  essere  convocate  mediante  avviso  scritto  con  prova  di ricevimento recapitato  almeno cinque giorni prima della riunione.  In caso di particolare urgenza il Consiglio Direttivo può essere convocato per telegramma o fax almeno due giorni prima della riunione. In caso di presenza di tutti i suoi membri, il Consiglio Direttivo si ritiene comunque validamente convocato. Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide con la presenza di almeno la metà dei suoi membri. Il Consiglio è presieduto dal Presidente: in sua assenza  dal Vice  Presidente  se nominato  o dal più  anziano  d’età dei presenti.  Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza dei presenti, per alzata di mano. In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente. Delle riunioni del Consiglio verrà redatto, su apposito libro, il relativo verbale, che verrà sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. 

Art. 11 – Il Presidente dell’Associazione

Il Presidente dell’Associazione è il Presidente del Consiglio Direttivo. Il Presidente dell’Associazione dirige l’associazione con l’utilizzo dei poteri e delle attribuzioni conferitigli dal Consiglio Direttivo, ha la rappresentanza legale della stessa di fronte a terzi ed in giudizio per tutte le operazioni occorrenti al funzionamento dell’Associazione secondo il proprio scopo statutario ed ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento degli affari sociali. Al Presidente spetta la firma degli atti sociali che impegnano l’Associazione sia nei riguardi dei soci che dei terzi. Il Presidente sovrintende  in  particolare  all’attuazione  delle  deliberazioni  dell’Assemblea  e  del Consiglio Direttivo. Il Presidente potrà assumersi decreti  d’urgenza  da ratificarsi  da parte del Consiglio Direttivo. Il Presidente dura in carica cinque anni.

Art. 12 – Esercizio sociale e rendiconto economico e finanziario

L’esercizio sociale inizia il 1 gennaio e si chiude al 31 dicembre di ogni anno. Entro il 31 marzo successivo alla fine di ogni esercizio sociale il Consiglio Direttivo provvede alla predisposizione del rendiconto economico e finanziario che dovrà essere approvato dall’Assemblea dei soci entro il 30 aprile. L’eventuale avanzo di gestione è investito a favore di attività istituzionali statutariamente previste.

Art. 13 – Disposizioni generali e finali

L’eventuale scioglimento prima dei termini statutari dovrà essere deliberata da una riunione dell’Assemblea dei Soci, che provvederà a dichiarare la messa in liquidazione dell’Associazione e nominerà uno o più liquidatori.

Art. 14 – Scioglimento

In caso di scioglimento per qualunque causa, l’Assemblea dei Soci delibererà la devoluzione del patrimonio sociale a fini di utilità sociale, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 15 – Regolamento interno

Particolari norme di funzionamento e di  esecuzione del presente statuto saranno disposte con regolamento interno da elaborarsi a cura del Consiglio Direttivo e da approvarsi dall’Assemblea dei Soci.

Art. 16 – Clausole finali

Per quanto non previsto dal presente  statuto valgono le norme di legge ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano.

LA PIAZZA SOCIETA’ COOPERATIVA

STATUTO

TITOLO I

DENOMINAZIONE – SEDE – DURATA

ARTICOLO 1 – DENOMINAZIONE E SEDE

È costituita la società cooperativa denominata

“LA PIAZZA SOCIETA’ COOPERATIVA”

siglabile 

“La Piazza Soc. Coop.”

Senza vincoli di rappresentazione grafica.

La Cooperativa ha sede nel comune di Torino e può istituire sedi secondarie, succursali, agenzie ed uffici anche altrove.

Alla Cooperativa si applicano le leggi speciali in materia, le disposizioni previste dal Titolo 6 del Libro V del Codice Civile in quanto compatibili e, per quanto non previsto dal Titolo 6 del Libro V del Codice Civile, in quanto compatibili, le disposizioni sulle società per azioni.

Alla Cooperativa si applicano, in particolare, le disposizioni di cui alla Legge di riforma della figura del socio lavoratore 3 aprile 2001, n. 142, e successive modificazioni ed integrazioni.

ARTICOLO 2 – DURATA

La cooperativa è costituita a tempo indeterminato.

TITOLO II

SCOPO – OGGETTO

ARTICOLO 3 – SCOPO

Lo scopo che i soci della Cooperativa intendono perseguire è quello di ottenere, tramite la gestione in forma associata, continuità di occupazione lavorativa e migliori condizioni economiche, sociali e professionali.

La Cooperativa può svolgere la propria attività avvalendosi anche di soggetti diversi dai soci. 

La Cooperativa, nello svolgimento della propria attività, si avvarrà, prevalentemente, delle prestazioni lavorative dei soci, ed intende orientare la propria gestione al conseguimento dei parametri di scambio mutualistico prevalente ai sensi dell’art. 2512 e seguenti del codice civile.

Ai fini del raggiungimento degli scopi sociali, come disposto dalla Legge 3 aprile 2001, n. 142 e successive modificazioni ed integrazioni, i soci instaurano con la Cooperativa un rapporto di lavoro, in forma subordinata o di collaborazione non occasionale o autonoma, ovvero in qualsiasi altra forma consenta la legislazione italiana.

La Cooperativa si propone, altresì, di partecipare al rafforzamento del movimento cooperativo italiano.

Per ciò stesso la Cooperativa può aderire ad una delle organizzazioni di rappresentanza, ai suoi organismi periferici nella giurisdizione dei quali ha la propria sede sociale ed alle sue articolazione di categoria o settore, nonché ad altri organismi economici o sindacali che propongono iniziative di attività mutualistiche, cooperativistiche, di lavoro o di servizio.

ARTICOLO 4 – OGGETTO

La cooperativa intende operare per favorire l’avviamento dei giovani al lavoro, nell’ambito di un più ampio progetto educativo finalizzato alla realizzazione di politiche di inclusione sociale e di prevenzione delle diverse forme di disagio giovanile. La cooperativa si propone altresì in senso generale di promuovere l’elevazione morale e materiale dei soci e la piena solidarietà fra gli stessi, svolgendo e favorendo quelle sane attività sportive, ricreative, culturali e turistiche che servono come svago nelle ore libere dallo studio e dal lavoro e nel contempo volte alla migliore formazione di una coscienza civica e morale.

A tal fine la cooperativa potrà:

  1. organizzare la gestione e l’esercizio di ristoranti, mense e bar per scuole, aziende, università, collegi, ospedali, cliniche, enti, circoli, istituzioni e comunità in genere pubbliche o private e la promozione dei loro servizi da esercitarsi eventualmente anche a mezzo di macchine distributrici; 
  2. esercitare l’attività di somministrazione di alimenti e bevande (anche alcoliche) da svolgersi in ambienti idonei e dotati dei requisiti di autorizzazione igienica e sanitaria o in occasione di fiere, feste, mostre, congressi ed eventi in genere (catering); 
  3. gestire laboratori finalizzati alla produzione di generi alimentari e bevande quali, a mero titolo esemplificativo, panifici, gelaterie, pasticcerie, cioccolaterie, birrifici, gastronomie e esercitare tutte le attività di commercio e di vendita al dettaglio e all’ingrosso (trasporto, distribuzione e commercializzazione) delle medesime produzioni fresche e a lunga conservazione;
  4. gestire magazzini e depositi merci alimentari e non; svolgere servizi di movimentazione e smistamento merci in genere;
  5. eseguire lavori di assemblaggio, selezionamento, confezionamento, collophanatura, blisteraggio ed etichettatura di merci e prodotti finiti in genere per conto proprio e terzi;
  6. svolgere attività di grafica e di tipografia in genere ed in particolare il fotomontaggio di pellicole, fotocomposizione e trasporto su lastra offset delle medesime e stampa finale; svolgere attività di stampa digitale con qualsivoglia metodo, svolgere attività editoriale, promozionale e di diffusione anche per mezzo della produzione e diffusione di immagini e testi nei modi e nei termini di legge in materia; svolgere attività di formazione sull’uso del computer per editoria e grafica, curando tanto l’aspetto tecnico quanto quello creativo e di comunicazione; svolgere attività di studio, ricerche e sviluppo  utilizzando anche i sistemi computerizzati e le tecnologie più avanzate nell’editing, nella stampa, nelle applicazioni di disegno tridimensionale ad uso industriale, nell’animazione del disegno, nella promozione pubblicitaria, nell’ambito digitale in genere e in quello comunicativo tradizionale; svolgere tutte le operazioni di confezionamento e finitura atte alla distribuzione di prodotti stampati in proprio o forniti da terzi, produrre e duplicare prodotti e applicazioni digitali  multimediali e interattivi compresi musica e filmati sui supporti attualmente disponibili e su quelli di futura realizzazione; creare, rivedere (restyling), realizzare e gestire siti internet per qualsiasi piattaforma attualmente e in futuro disponibile, creare banche dati e produrre qualsiasi documento ipertestuale e multimediale per piattaforme attualmente e in futuro disponibili; fornire servizi internet e di comunicazione a distanza in genere; creare loghi aziendali, business writing, naming, copywriting, monografie, brochure aziendali e tutto ciò che concerne la comunicazione d’impresa e lo studio grafico in genere; vendere e rivendere supporti cartacei e digitali;
  7. gestire laboratori di acconciature unisex per il lavaggio, il taglio, la colorazione, la messa in piega, la permanente e fornire servizi estetici per la persona quali a titolo esemplificativo cosmesi, dermatologia, epilazione, manicure, pedicure, massaggi facciali, trattamenti abbronzanti;
  8. gestire laboratori attrezzati per misure, verifiche e collaudi di apparecchiature elettriche e elettroniche; progettare e realizzare quadri elettrici; progettare e disegnare, con programmi informatici, impianti elettrici civili e industriali;
  9. realizzare e gestire impianti per l’attività sportiva in genere;
  10. organizzare e svolgere corsi preparatori, conferenze e manifestazioni a carattere sportivo, ricreativo, culturale, teatrale e turistico;
  11. organizzare la produzione e la realizzazione di attività musicali in genere anche attraverso la gestione di sale di incisione; organizzare, produrre, realizzare, noleggiare e distribuire ogni genere di musica, sia in nastri, sia in dischi, come pure a mezzo di qualsiasi altra forma di diffusione;
  12. promuovere ed istituire corsi per la formazione e l’aggiornamento di musicisti, corsi per cantanti, corsi di recitazione e di dizione e in genere corsi di formazione e di aggiornamento in materia teatrale, musicale, e artistica;
  13. operare nel settore dell’antinquinamento, dell’ecologia in generale e dell’igiene ambientale; svolgere attività di gestione e manutenzione di aree verdi in parchi, giardini ed ambienti di lavoro; gestire per conto altrui o realizzare in proprio vivai e serre per la produzione di piante destinate alla forestazione e ad altri usi;
  14. organizzare e gestire mostre, esposizioni, stands,  manifestazioni di ogni genere, meetings, convegni ed eventi di vario tipo;
  15. promuovere, organizzare e gestire servizi sociali, quali biblioteche di consultazione e prestito, servizi di reference e reception;
  16. svolgere attività di progettazione, produzione e vendita di oggetti realizzati artigianalmente in vari materiali (legno, metalli, stoffe, materie plastiche etc.) quali a titolo esemplificativo arredi, suppellettili, articoli da regalo, gadget, bigiotteria;
  17. gestire servizi di tipo informatico (inserimento ed elaborazione dati con creazione dei relativi programmi, gestione reti locali, battitura tesi, consulenze, corsi, etc.) mediante l’utilizzo di tutte le apparecchiature e tecnologie che si rendono necessarie;
  18. gestire servizi di pulizia, manutenzione e riordino di ambienti;
  19. fornire servizi per l’attività di diffusione pubblicitaria e di ogni forma di promozione pubblicitaria

La Cooperativa può compiere tutti gli atti e negozi giuridici necessari o utili alla realizzazione degli scopi sociali; può assumere partecipazioni in altre imprese, consorzi ed associazioni, a scopo di stabile investimento e non di collocamento sul mercato.

In particolare, la Cooperativa può stipulare contratti per la partecipazione a gruppi cooperativi paritetici, ai sensi dell’articolo 2545 septies del codice civile, con la preventiva autorizzazione da parte dell’assemblea.

La Cooperativa si propone:

  • di stimolare lo spirito di previdenza e di risparmio dei soci, in conformità alle vigenti disposizioni di legge in materia, istituendo una sezione di attività, disciplinata da apposito regolamento, per la raccolta dei prestiti, limitata ai soli soci ed effettuata esclusivamente ai fini del conseguimento dell’oggetto sociale: è pertanto tassativamente vietata la raccolta del risparmio fra il pubblico sotto ogni forma;
  • di costituire fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o il potenziamento aziendale;
  • l’adozione di procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo o all’ammodernamento aziendale.

La Cooperativa può emettere titoli obbligazionari ed altri titoli di debito ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, nonché gli strumenti previsti dal Titolo 5 del presente statuto.

TITOLO III 

SOCI LAVORATORI

ARTICOLO 5 – REQUISITI DEI SOCI

Il numero dei soci lavoratori è illimitato e variabile, ma non può essere inferiore al minimo stabilito dalla legge.

Possono essere soci tutte le persone fisiche aventi la capacità di agire, ed in particolare coloro che abbiano maturato capacità professionale nei settori di cui all’oggetto della Cooperativa e, comunque, coloro che possano collaborare al raggiungimento dei fini sociali.

I nuovi soci lavoratori possono essere ammessi in una categoria speciale, in ragione dell’interesse alla loro formazione ovvero al loro inserimento nell’impresa sociale; i nuovi soci lavoratori ammessi alla categoria speciale non possono in ogni caso superare un terzo del numero totale dei soci lavoratori. I nuovi soci lavoratori ammessi alla categoria speciale non possono esprimere voto in relazione agli argomenti di cui ai successivi art. 30 lettere b), c), d), e), f), h) i) e art. 31 lettera a)del presente Statuto.

Al termine di un periodo di tre anni il nuovo socio lavoratore è ammesso a godere i diritti che spettano agli altri soci lavoratori.

Il socio lavoratore, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, stabilisce un ulteriore rapporto di lavoro, in conformità con l’apposito regolamento, in una delle forme di cui l’articolo 3, comma 4, del presente statuto, sottoscrivendo apposito contratto con la Cooperativa.

Possono essere altresì ammessi come soci anche soggetti dotati di professionalità tecniche ed amministrative in quantità strettamente necessaria al buon funzionamento della società. 

Non possono essere soci lavoratori coloro che esercitano la propria attività lavorativa in concorrenza con quest’ultima, salvo diversa deliberazione del Consiglio di Amministrazione assunta in conformità alle leggi speciali in materia di cooperazione di lavoro.

ARTICOLO 6 – AMMISSIONE DI NUOVI SOCI

Chi intende essere ammesso come socio deve presentare al Consiglio di Amministrazione domanda scritta contenente:

– l’indicazione del nome, cognome, data di nascita, residenza e codice fiscale;

– l’ammontare delle azioni che si propone di sottoscrivere, nel rispetto dei limiti di legge, del limite minimo di partecipazione stabilito dall’assemblea, oltre all’eventuale sovrapprezzo deliberato dall’assemblea  su proposta de Consiglio di Amministrazione;

– l’indicazione dell’effettiva attività di lavoro, dell’eventuale capacità professionale  maturata nei settori di cui all’oggetto sociale della Cooperativa, delle specifiche competenze possedute e l’intendimento di instaurare un ulteriore rapporto di lavoro in conformità con l’articolo 3, comma 4 del presente statuto e con l’apposito regolamento, dei quali dichiara di aver preso visione;

– la dichiarazione di impegnarsi a rispettare il presente statuto, i regolamenti della Cooperativa, dei quali dichiara di avere preso visione, e le deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali

– la dichiarazione di aver preso in visione e accettare  distintamente la  clausola arbitrale e di conciliazione di cui all’art. 45 del presente statuto.

Il consiglio di amministrazione, accertata l’esistenza dei requisiti di cui l’articolo 5 del presente statuto e la inesistenza di cause di incompatibilità ivi indicate, delibera sulla domanda, assegnando il socio alla categoria ordinaria dei soci lavoratori o a quella speciale dei soci lavoratori in formazione o in inserimento prevista dall’articolo 5 del presente statuto. 

L’ammissione a socio ha effetto dal momento in cui il soggetto proponente viene a conoscenza del positivo accoglimento della domanda, deliberato dal Consiglio di Amministrazione.

Ai sensi dell’art. 2346 del codice civile i titoli azionari non vengono materialmente emessi. Ai sensi del primo comma dell’art. art 2355 del codice civile la cooperativa non emetterà titoli azionari e la qualifica di socio verrà assunta mediante iscrizione a libro soci.

A seguito della delibera di ammissione e della conseguente comunicazione della stessa al soggetto interessato, gli amministratori provvedono all’annotazione nel libro dei soci lavoratori.

In caso di rigetto della domanda di ammissione, il consiglio di amministratore deve motivare per iscritto la deliberazione entro sessanta giorni e comunicarla agli interessati. 

Qualora la domanda di ammissione non sia accolta dal Consiglio di Amministrazione, chi l’ha proposta può, entro sessanta giorni dalla comunicazione del diniego, chiedere che sull’istanza si pronunci l’assemblea, la quale delibera sulle domande non accolte, se non appositamente convocata, in occasione della sua prossima successiva convocazione.

Il Consiglio di Amministrazione nella relazione al bilancio illustra le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione di nuovi soci.

ARTICOLO 7 – TRASFERIMENTO DELLE AZIONI

Il capitale sociale dei soci lavoratori è costituito da azioni che sono sempre nominative e non possono essere sottoposte a pegno o a vincoli, né essere cedute con effetto verso la Cooperativa senza l’autorizzazione del Consiglio di Amministrazione.

Il socio lavoratore che intende trasferire le proprie azioni deve darne comunicazione al Consiglio di Amministrazione con lettera raccomandata.

Il provvedimento che concede o nega l’autorizzazione deve essere comunicato al socio lavoratore entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta; decorso tale termine senza che il Consiglio di Amministrazione abbia assunto alcun provvedimento, il socio è libero di trasferire le proprie azioni e la Cooperativa deve iscrivere nel libro dei soci l’acquirente che abbia i requisiti per divenire socio.

Il provvedimento che nega al socio lavoratore l’autorizzazione al trasferimento delle azioni deve essere motivato; contro il diniego il socio lavoratore entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione può proporre opposizione al Collegio Arbitrale. Il socio ha comunque diritto di recesso.

ARTICOLO 8 – DIRITTI E OBBLIGHI DEI SOCI.

Le somme dovute in corrispondenza delle azioni sottoscritte possono essere versate a rate nei modi e termini previsti dal Consiglio di Amministrazione.

I soci lavoratori sono obbligati:

  • al versamento delle somme dovute in relazione alle azioni sottoscritte, con le modalità e nei termini sopra previsti;
  • al versamento dell’eventuale sovrapprezzo deliberato dall’assemblea;
  • al versamento della tassa di ammissione eventualmente stabilita dal Consiglio di Amministrazione;
  • all’osservanza dello statuto, dei regolamenti e delle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali; 

I soci lavoratori, inoltre:

  • concorrono alla gestione dell’impresa, partecipando alla formazione degli organi sociali ed alla definizione della struttura di direzione e conduzione della medesima;
  • partecipando all’elaborazione del programma di sviluppo ed alle decisioni concernenti le scelte strategiche, nonché alla realizzazione dei processi produttivi dell’azienda;
  • contribuiscono alla formazione del capitale sociale, a partecipare al rischio d’impresa, ai risultati economici ed alle decisioni sulla loro destinazione;
  • mettono a disposizione le loro capacità professionali anche in relazione al tipo ed allo stato dell’attività svolta;
  • contribuiscono all’attività dell’impresa sociale a seconda della necessità e, in particolare, prestano il proprio lavoro in cooperativa in relazione alla natura del rapporto di lavoro, nonché alla quantità delle prestazioni di lavoro disponibili per la Cooperativa stessa. 

E’ fatto divieto ai soci di aderire contemporaneamente ad altre cooperative che perseguano identici scopi sociali ed esplichino una attività concorrente, nonché di prestare lavoro a favore di terzi esercenti imprese concorrenti.

Il Consiglio di Amministrazione, in considerazione delle caratteristiche della tipologia del rapporto di lavoro instaurato, può autorizzare il lavoratore allo svolgimento di prestazioni lavorative a favore di terzi, nonché, in qualità di socio, presso altre cooperative.

I soci hanno inoltre il diritto di esaminare il libro dei soci ed il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee e di ottenerne estratti a proprie spese; eguale  diritto spetta al rappresentante comune degli obbligazionisti in relazione al libro delle obbligazioni e al libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee e al rappresentante comune dei possessori di strumenti finanziari ed ai singoli possessori per il libro degli strumenti finanziari, ai singoli obbligazionisti per il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli obbligazionisti.

I soci inoltre, quando almeno un decimo del numero complessivo lo richieda ovvero almeno un ventesimo qualora la Cooperativa abbia più di tremila soci, hanno diritto di esaminare, attraverso un rappresentante, eventualmente assistito da un professionista di sua fiducia, il libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione e il libro deliberazioni del comitato esecutivo, se esiste.

I diritti inerenti all’esame dei  libri di cui ai commi precedenti, non spettano ai soci in mora per la mancata esecuzione dei conferimenti o inadempimenti rispetto alle obbligazioni contratte con la società.

ARTICOLO 9 – PERDITA DELLA QUALITA’ DI SOCIO 

La qualità di socio lavoratore si perde per recesso, esclusione e per causa di morte.

ARTICOLO 10 – RECESSO

Il socio può recedere dalla cooperativa con un preavviso di novanta giorni.

La domanda di recesso deve essere comunicata con raccomandata, anche a mano,  alla Cooperativa.

Il Consiglio di Amministrazione deve esaminarla entro sessanta giorni dalla ricezione. Il recesso diventa efficace, sia con riguardo al rapporto sociale che riguardo al rapporto mutualistico, dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda. 

Fatto salvo quanto previsto dall’articolo10) lett. c), d) ed e), in caso di recesso l’ulteriore rapporto di lavoro instaurato con il socio si risolve di diritto a far data dalla delibera del Consiglio di Amministrazione con cui si constatano i legittimi motivi della risoluzione del rapporto sociale.

ARTICOLO 11 – ESCLUSIONE

L’esclusione è pronunciata dal Consiglio di Amministrazione, oltre che nei casi previsti dalla legge, nei confronti del socio lavoratore che:

  1. non risulti avere od abbia perduto i requisiti previsti per la partecipazione alla società;
  2. venga sottoposto a procedura di amministrazione di sostegno ovvero sia dichiarato interdetto, inabilitato o fallito;
  3. venga a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilità previste dal precedente articolo 5;
  4. abbia visto risolto l’ulteriore rapporto di lavoro per mutuo consenso, per dimissioni o per recesso contrattuali da parte del lavoratore, per perdita di appalto da parte della Cooperativa, con conseguente assunzione presso diverso datore di lavoro, per mancato superamento del periodo di prova;
  5. sia in possesso dei requisiti per avere diritto ai trattamenti pensionistici previsti dalla legge;
  6. si trovi in condizione di sopravvenuta inabilità a partecipare ai lavori dell’impresa sociale;
  7. non ottemperi alle obbligazioni derivanti dal presente statuto, dai regolamenti, dalle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali o dal rapporto mutualistico  con inadempimenti che non consentano la prosecuzione, nemmeno temporanea, del rapporto o che ricadano nell’ipotesi di cui al successivo 11);
  8. senza giustificato motivo si renda moroso nel pagamento delle azioni sottoscritte o nei pagamenti di eventuali debiti contratti ad altro titolo verso la Cooperativa;
  9. venga a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilità previste dall’articolo 8 del presente statuto senza la prevista autorizzazione del Consiglio di Amministrazione;
  10. svolga o tenti di svolgere, mediante atti idonei a ciò univocamente diretti, attività in concorrenza o contraria agli interessi sociali;
  11. in relazione all’ulteriore rapporto di lavoro subordinato, subisca un provvedimento di licenziamento, per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo;
  12. il cui ulteriore rapporto di lavoro, diverso da quello subordinato, sia stato risolto dalla Cooperativa per inadempimento contrattuale da parte del lavoratore;
  13. che in qualunque modo arrechi danni gravi alla Cooperativa. 

Quando ricorrano particolari esigenze interne alla Cooperativa, l’assemblea ordinaria ha facoltà di non decretare l’esclusione per i soci lavoratori che abbiano raggiunto il limite di età pensionabile o che si ritrovino in condizioni di sopravvenuta inabilità, fissando il limite massimo della eccezionale prosecuzione del rapporto sociale.

Lo scioglimento del rapporto sociale determina anche la risoluzione dei rapporti mutualistici pendenti; pertanto, fatto salvo quanto previsto dal presente articolo ai punti 4), 11) e 12), in caso di esclusione l’ulteriore rapporto di lavoro instaurato con il socio si risolverà di diritto a far data dalla comunicazione del provvedimento di esclusione. 

Contro la deliberazione di esclusione l’interessato può proporre  opposizione al Collegio Arbitrale, nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione.

ARTICOLO 12 – CONTROVERSIE IN MATERIA DI RECESSO ED ESCLUSIONE

Le deliberazioni prese in materia di recesso ed esclusione, debbono essere comunicate ai soci lavoratori interessati mediante raccomandata con avviso di ricevimento.

Le controversie che insorgessero tra i soci lavoratori e la Cooperativa in merito a provvedimenti adottati dal Consiglio di Amministrazione su tali materie sono demandate alla decisione del Collegio Arbitrale, regolato dall’articolo 45 del presente statuto.

I soci che intendono reclamare contro i menzionati provvedimenti del consiglio devono promuovere la procedura arbitrale con atto comunicato a mezzo raccomandata alla Cooperativa, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dalla ricevuta comunicazione dei provvedimenti stessi.

ARTICOLO 13 – DIRITTI CONSEGUENTI AL RECESSO O ALL’ESCLUSIONE

I soci lavoratori receduti od esclusi hanno soltanto il diritto al rimborso delle somme versate per liberare le azioni da essi sottoscritte, aumentate di quelle ad essi eventualmente attribuite per rivalutazione e ristorno, a norma del successivo articolo 27 del presente statuto.

La liquidazione ha luogo sulla base del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale, limitatamente al socio lavoratore, diventa operativo, eventualmente ridotta in proporzione alle perdite imputabili al capitale, e, comunque, in misura mai superiore all’importo di cui al precedente comma. 

Il pagamento, salvo il diritto di compensazione spettante alla Cooperativa fino a concorrenza di ogni proprio eventuale credito liquido, deve essere eseguito entro 180 giorni dall’approvazione del bilancio stesso. Per le azioni assegnate al socio ex articolo 2545 sexies del codice civile la liquidazione o il rimborso può essere corrisposto in più rate entro il termine massimo di cinque anni. 

I soci receduti o esclusi hanno altresì diritto alla quota dei dividendi eventualmente maturati e deliberati, relativi al bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale diventa operativo.

ARTICOLO 14 – MORTE DEL SOCIO

In caso di morte del socio lavoratore gli eredi conseguono il diritto al rimborso delle azioni da lui effettivamente liberate ed eventualmente attribuite, nonché al pagamento dei dividendi maturati, nella misura e con le modalità previste nel precedente articolo 13. Gli eredi del socio lavoratore deceduto devono presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione delle azioni, atto notorio dal quale risulti chi sono gli aventi diritto e la nomina di un unico delegato alla riscossione.

ARTICOLO 15 – PRESCRIZIONE DEI DIRITTI

I soci lavoratori receduti od esclusi e gli eredi del socio lavoratore deceduto devono richiedere il rimborso delle azioni loro spettanti entro cinque anni e sei mesi dalla data di approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo, pena la prescrizione dei loro diritti a favore della Cooperativa.

ARTICOLO 16 – TRATTAMENTO NORMATIVO ED ECONOMICO DEI SOCI LAVORATORI

Il trattamento economico e normativo dei soci lavoratori è determinato da apposito regolamento, approvato dall’assemblea dei soci, tenendo conto della natura subordinata o diversa da quella subordinata del rapporto di lavoro instaurato con i medesimi.

In particolare, per i soci titolari di ulteriore rapporto di lavoro subordinato, il regolamento richiama i contratti collettivi applicabili, nonché il riferimento ai minimi della contrattazione collettiva nazionale, tenendo altresì conto della quantità e qualità del lavoro prestato.

Per i soci aventi rapporti di lavoro differenti da quello di lavoro subordinato, il trattamento complessivo dei soci sarà proporzionato alla qualità e quantità del lavoro prestato e, comunque, in assenza di contratti o accordi collettivi specifici non inferiore ai compensi medi in uso per prestazioni analoghe.

Il regolamento può definire i parametri di carattere economico, produttivo e finanziario in presenza dei quali l’assemblea può dichiarare lo stato di crisi aziendale e stabilire le misure da adottare per farvi fronte; esso può, altresì, definire le misure da adottare in caso di approvazione di un piano di avviamento nel rispetto delle condizioni e delle modalità richiamate dalla legge.

La Cooperativa cura l’inserimento lavorativo del socio nell’ambito della propria struttura organizzativa aziendale favorendone la piena occupazione in base alle esigenze produttive.

In presenza di ragioni di mercato, produttive ed organizzative che non consentano l’utilizzo in tutto o in parte dei soci lavoratori, il Consiglio di Amministrazione potrà deliberare la sospensione e/o la riduzione della prestazione lavorativa del socio. 

L’eventuale periodo di inattività sarà considerato, ai fini normativi ed economici, periodo neutro a tutti gli effetti.

TITOLO IV

SOCI FINANZIATORI ED ALTRI STRUMENTI FINANZIARI

ARTICOLO 17 – SOCI FINANZIATORI

Ferme restando le disposizioni di cui al Titolo III del presente Statuto, possono essere ammessi alla Cooperativa soci finanziatori, di cui all’articolo 2526 codice civile.

Rientrano in tale categoria anche i soci sovventori disciplinati dall’articolo 4 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, nonché le azioni di partecipazione cooperativa di cui agli articoli 5 e 6 della stessa legge n. 59.

Oltre a quanto espressamente stabilito dal presente Titolo, ai soci finanziatori si applicano le disposizioni dettate a proposito dei soci ordinari, in quanto compatibili con la natura del rapporto.

Non si applicano le disposizioni concernenti i requisiti di ammissione, le cause di incompatibilità e le condizioni di trasferimento.

ARTICOLO 18 – CONFERIMENTI

I conferimenti dei soci finanziatori sono imputati ad una specifica sezione del capitale sociale della Cooperativa. A tale sezione del capitale sociale è altresì imputato il fondo per il potenziamento aziendale costituito con i conferimenti dei sovventori, di cui al successivo articolo 24, lett. a) punto 2), del presente Statuto.

I conferimenti dei soci finanziatori possono avere ad oggetto denaro, beni in natura o crediti, e sono rappresentati da azioni nominative trasferibili del valore stabilito dal Consiglio di Amministrazione, entro i limiti minimo e massimo stabiliti dalla legge.

ARTICOLO 19 – TRASFERIMENTO DELLE AZIONI 

Salvo contraria disposizione adottata dall’assemblea in sede di emissione dei titoli, le azioni dei soci finanziatori possono essere sottoscritte e trasferite esclusivamente previo gradimento del Consiglio di Amministrazione.

In caso di mancato gradimento del soggetto acquirente indicato dal socio che intende trasferire i titoli, il consiglio provvederà ad indicarne altro gradito.

Il socio finanziatore che intenda trasferire le azione deve comunicare al Consiglio di Amministrazione il proposto acquirente ed il consiglio ha la facoltà di pronunciarsi entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione.

La società ha facoltà di non emettere i titoli.

ARTICOLO 20 – EMISSIONE DELLE AZIONI E DIRITTI AMMINISTRATIVI

L’emissione delle azioni destinate ai soci finanziatori deve essere disciplinata con deliberazione del Consiglio di Amministrazione con la quale devono essere stabiliti l’importo complessivo dell’emissione e la modalità di esercizio del diritto di opzione dei soci sulle azioni emesse, ovvero l’autorizzazione agli amministratori ad escludere o limitare  lo stesso, in  conformità con quanto previsto dagli articoli 2524 e 2441 codice civile, che dovrà essere specificata su proposta motivata degli amministratori.

Con la stessa deliberazione, apportando se del caso le necessarie modifiche statutarie, vengono altresì stabiliti eventuali specifici diritti amministrativi o patrimoniali attribuiti ai portatori delle azioni.

Fatte salve specifiche disposizioni di legge o di statuto, a ciascun  socio finanziatore è attribuito un numero di voti proporzionale al numero delle azioni sottoscritte.

A ciascun socio sovventore non possono tuttavia essere attribuiti più di cinque voti.

I voti complessivamente attribuiti ai soci finanziatori non devono superare il terzo dei voti spettanti all’insieme dei soci presenti o rappresentati in ciascuna assemblea.

Qualora, per qualunque motivo, si superi tale limite i voti dei soci finanziatori saranno ricondotti automaticamente entro tale limite, applicando un coefficiente correttivo determinato dal rapporto tra il numero massimo dei voti ad essi attribuiti per legge e il numero di voti da essi portato. 

In presenza di soci finanziatori, agli stessi, in considerazione dell’interesse che essi hanno nell’attività sociale, è riservata la nomina di almeno un amministratore e un sindaco effettivo e supplente nonché di un liquidatore in caso di scioglimento della Cooperativa.

Tale nomina è deliberata a maggioranza dei  voti spettanti ai soli soci finanziatori.

La deliberazione dell’assemblea di emissione delle azioni destinate ai soci sovventori può prevedere la nomina da parte di tale categoria di un numero maggiore di amministratori o sindaci, purché non superiore ad un terzo dei complessivi membri dell’organo.

La deliberazione dell’assemblea stabilisce altresì i compiti che vengono attribuiti al Consiglio di Amministrazione ai fini del collocamento dei titoli.

ARTICOLO 21 – DIRITTI  PATRIMONIALI

Le azioni dei soci finanziatori sono privilegiate nella ripartizione degli utili nella misura di due punti percentuali in più rispetto alla rimunerazione delle azioni dei soci cooperatori stabilita dall’Assemblea ordinaria dei soci.

A favore dei soci sovventori e delle azioni di partecipazione cooperativa il privilegio opera comunque in misura non superiore a due punti percentuali.

La predetta remunerazione delle azioni deve essere corrisposta anche nel caso in cui l’Assemblea decida di non remunerare le azioni dei soci.

La riduzione del capitale sociale in conseguenza di perdite non comporta riduzioni del valore nominale delle azioni dei soci finanziatori, se non per la parte di perdita che eccede il valore nominale complessivo delle azioni dei soci cooperatori.

In caso di scioglimento della Cooperativa, le azioni di socio finanziatore hanno diritto di prelazione nel rimborso del capitale sociale, rispetto a quelle dei soci  cooperatori, per il loro intero valore.

Ai fini della determinazione del valore delle azioni si tiene conto sia del valore nominale, sia dell’eventuale sovrapprezzo di emissione, ove  versato e qualora non sia stato successivamente destinato ad aumento gratuito del capitale a favore dei soci sovventori, sia della quota parte di riserve divisibili. 

Oltre che nei casi previsti  dall’articolo 2437 cod. civile, ai soci finanziatori spetta il diritto di recesso quando sia decorso il periodo minimo di tre anni a decorrere dalla data di iscrizione nel libro soci.

Fermi restando i casi previsti dalla legge, la deliberazione di emissione delle azioni può escludere la possibilità di recesso, ovvero stabilire un periodo maggiore.

In tutti i casi in cui è ammesso il recesso, il rimborso delle azioni deve avvenire ai sensi degli articoli 2437 – bis e seguenti, codice civile.

ARTICOLO 22 – AZIONI DI PARTECIPAZIONE COOPERATIVA

Con deliberazione dell’assemblea ordinaria la Cooperativa può adottare procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo e all’ammodernamento aziendale, secondo quanto stabilito dall’articolo 5 della Legge 59/1992; in tal caso la Cooperativa può emettere azioni di partecipazione cooperativa, anche al portatore se interamente liberate, prive del diritto di voto e privilegiate nella ripartizione degli utili.

Le azioni di partecipazione cooperativa possono essere emesse per un ammontare non superiore alla minor somma tra il  valore contabile delle riserve indivisibili o del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio certificato e depositato presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale. 

Le azioni di partecipazione cooperativa devono essere offerte in opzione, in misura non i inferiore alla metà, ai soci e ai lavoratori dipendenti della Cooperativa.

Alle azioni di partecipazione cooperativa spettano i privilegi patrimoniali stabiliti dal precedente articolo 21.

Con apposito regolamento, approvato dall’assemblea ordinaria dei soci, sono determinate le modalità attuative delle procedure di programmazione di cui all’alinea del presente articolo. 

L’assemblea speciale dei azionisti di partecipazione determina le modalità di funzionamento dell’assemblea stessa e di nomina del rappresentante comune.

Il rappresentante comune degli azionisti di partecipazione può esaminare i libri sociale e chiederne estratti, può assistere alla assemblee dei soci, con facoltà di impugnare le deliberazioni; provvede all’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea speciale e tutela gli interessi dei possessori di azioni di partecipazione cooperativa nei confronti della società.

ARTICOLO 23 – PARTECIPAZIONE ALLE ASSEMBLEE

I soci finanziatori partecipano alle assemblee generali dei soci mediante votazioni separate.

Ricorrendo le condizioni stabilite dalla legge ovvero dal presente statuto, i soci finanziatori sono costituiti in assemblea speciale; l’assemblea speciale è convocata dal Consiglio di Amministrazione della Cooperativa o dal rappresentante comune della categoria, quando questi lo ritengono necessario o quando ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei possessori di azioni nominative della categoria.

Le modalità di funzionamento delle assemblee speciali sono determinate in base a quanto previsto dagli articoli 2363 e seguenti del Codice Civile, in quanto compatibili con le successive disposizioni  del seguente Titolo VI Sezione I del presente Statuto.

ARTICOLO 24 – OBBLIGAZIONI E STRUMENTI DI DEBITO

Con deliberazione dell’assemblea straordinaria, la Cooperativa può emettere obbligazioni nonché strumenti finanziari di debito, diversi dalle obbligazioni, ai sensi degli articoli 2410 e seguenti del Codice Civile.

In tal caso, con regolamento approvato dalla stessa assemblea straordinaria, sono stabiliti:

  • l’importo complessivo dell’emissione, il numero dei titoli emessi ed il relativo valore nominale unitario;
  • le modalità di circolazione;
  • i criteri di determinazione del rendimento e le modalità di corresponsione degli interessi;
  • il termine di scadenza e le modalità di rimborso.

All’assemblea speciale degli obbligazionisti ed al relativo rappresentante comuni si applica quanto previsto dalle norme di legge e dal precedente articolo 23.

TITOLO V

PATRIMONIO SOCIALE E BILANCIO

ARTICOLO 25 – PATRIMONIO SOCIALE 

Il patrimonio della Cooperativa è costituito:

  1. dal capitale sociale dei soci lavoratori che è variabile ed è formato da un  numero illimitato di azioni nominative, ciascuna del valore nominale di Euro 25,00 o di importo superiore stabilito dal Consiglio di Amministrazione con propria deliberazione, purché entro il limite massimo previsto dalla Legge.
  2. dal capitale sociale dei soci sovventori di cui al precedente Titolo IV, rappresentato da azioni nominative ciascuna del valore nominale stabilito ai sensi dell’art. 19 del presente Statuto, destinato alla costituzione del fondo per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o il potenziamento aziendale, di cui all’articolo 4 del presente statuto;
  3. dal capitale costituito dall’ammontare delle azioni di partecipazione cooperativa ciascuna del valore nominale stabilito ai sensi dell’art. 22 del presente Statuto;
  4. dagli strumenti finanziari partecipativi posseduti dai soci lavoratori e dai soggetti diversi;
  5. dalla riserva legale, formata con le quote degli utili di esercizio di cui al successivo articolo 27;
  6. da ogni altra riserva costituita e/o prevista per legge;
  7. dalla riserva divisibile formata con le quote di utili di esercizio di cui l’articolo 27 del presente statuto;
  8. dalla riserva straordinaria. 

Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio e conseguentemente i soci nel limite delle azioni sottoscritte ed eventualmente assegnate.

Le riserve non possono essere ripartite, in qualunque forma, fra i soci lavoratori né durante la vita sociale né all’atto dello scioglimento.

La riserva divisibile di cui al precedente punto g.) può essere ripartita esclusivamente tra i possessori degli strumenti i finanziari diversi dai soci  lavoratori.

ARTICOLO 26 – ESERCIZIO SOCIALE E BILANCIO.

L’esercizio sociale va dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Alla fine di ogni esercizio sociale il Consiglio di Amministrazione provvede alla redazione del bilancio, secondo le disposizioni di legge.

Nello stato patrimoniale e nel conto economico devono essere riportati separatamente i dati dell’attività svolta con i soci, distinguendo le diverse gestioni mutualistiche.

Gli amministratori documentano, nella nota integrativa, la condizione di prevalenza, ai senso dell’articolo 2513 del codice civile.

Il bilancio deve essere accompagnato dalla relazione sulla gestione nella quale, in particolare, sono indicati i criteri seguiti dal Consiglio di Amministrazione nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico, in conformità con il carattere di cooperativa a mutualità prevalente della società.

Nella suddetta relazione gli amministratori illustrano anche le ragioni delle deliberazioni adottate con riguardo all’ammissione dei nuovi soci.

Il bilancio deve essere presentato all’assemblea dei soci per l’approvazione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale o, se la Cooperativa è tenuta alla redazione del bilancio consolidato o comunque quando lo richiedono  particolari esigenze relative alla struttura ed all’oggetto della Cooperativa, entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale.

Il Consiglio di Amministrazione, con la propria deliberazione presa prima della scadenza dei 90 giorni dalla data di chiusura dell’esercizio sociale, deve enunciare le particolari esigenze per cui si rendesse eventualmente necessario il prolungamento del termine fino a 180 giorni; il Consiglio di Amministrazione deve segnalare le ragioni della dilazione nella relazione sulla gestione. 

L’assemblea che approva il bilancio, nel rispetto delle leggi vigenti in materia, può deliberare in favore  dei soci lavoratori trattamenti economici ulteriori a titolo di ristorno, mediante integrazione dei loro trattamenti retributivi complessivi, ovvero mediante aumento gratuito del numero di azioni sottoscritte e versate, ovvero anche mediante distribuzione gratuita dei titoli di cui agli articoli 4 et 5 della Legge 31 gennaio 1992, n. 59.

I ristorni saranno quantificati in base alle disponibilità di bilancio ed al risultato dell’attività posta in essere dai soci durante l’esercizio e attribuiti ad ogni socio in funzione della qualità e quantità (ore effettivamente lavorate e/o giornate, anzianità e inquadramento) dello scambio mutualistico e nei limiti stabiliti dalla legge 142/01. Il ristorno sarà oggetto di apposita previsione nell’ambito del regolamento interno prescritto dalla Legge 142/01.

ARTICOLO 27 – DESTINAZIONE DELL’UTILE.

L’assemblea che approva il bilancio delibera sulla ripartizione dell’utile netto destinandolo:

  1. una quota non inferiore al 30% alla riserva legale ;
  2. una quota ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, nella misura e con la modalità previste dalla legge;
  3. un’eventuale quota destinata ai soci lavoratori a titolo di ristorno, nei limiti e secondo le previsioni stabilite dalle leggi vigenti in materia;
  4. un’eventuale quota, quale dividendo, ragguagliata al capitale effettivamente versato ed eventualmente rivalutato, da distribuire:
    1. ai soci lavoratori, in misura non superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentati di due punti e mezzo;
    2. ai soci sovventori e ai possessori di azioni di partecipazione cooperativa, in misura non superiore a quanto stabilito nel precedente punto 1, aumentata fino a  2 punti;
  5. un’eventuale quota da distribuire ai possessori di strumenti finanziari partecipativi, diversi dalle azioni di sovvenzione e dalle azioni di partecipazione cooperativa,  quale dividendo, da determinarsi come segue:
    1. in misura non superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi di cui al precedente punto 1), qualora in possesso dei soci lavoratori;
    2. nella misura stabilita di volta in volta dall’assemblea ordinaria in sede di destinazione dell’utile, per i possessori di strumenti finanziari partecipativi diversi dai soci lavoratori;
  6. un’eventuale quota ad aumento gratuito del capitale sociale sottoscritto e versato, nei limiti  consentiti dalle legge in materia per il mantenimento dei requisiti mutualistici ai fini fiscali;
  7. un’eventuale quota destinata alla riserva divisibile destinata ai possessori di strumenti finanziari partecipativi diversi dai soci lavoratori.

Quanto residua alla riserva straordinaria.

In ogni caso l’assemblea può deliberare, ferme restando le destinazioni obbligatorie per legge per il soddisfacimento dei requisiti mutualistici previsti ai fini fiscali, ed in deroga alle disposizioni dei commi precedenti, che la totalità degli utili di esercizio sia devoluta alle riserve indivisibili.

TITOLO   VI

GOVERNO DELLA SOCIETA’

ARTICOLO  28  – ORGANI SOCIALI

Il sistema di amministrazione adottato è il sistema tradizionale.

Sono organi della società:

  • l’assemblea dei soci;  
  • il Consiglio di Amministrazione;
  • il Collegio dei Sindaci, se nominato;
  • l’assemblea speciale dei possessori delle azioni di partecipazione cooperativa.

SEZIONE I

ASSEMBLEA

ARTICOLO  29 – CONVOCAZIONE

Le assemblee sono ordinarie e straordinarie.

L’assemblea è convocata dagli amministratori mediante avviso contenente l’indicazione delle materie da trattare, del luogo dell’adunanza (nella sede o altrove,  purché nel territorio nazionale) e della data e ora della prima e della seconda convocazione che deve essere fissata almeno ventiquattrore dopo la prima, secondo le seguenti modalità, alternative fra loro:

  • pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’adunanza;
  • pubblicazione su bollettino o periodico purché inviato, almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’adunanza, a tutti i soci della cooperativa al domicilio risultante dal libro soci; 
  • avviso comunicato ai soci con mezzi che garantiscano la prova dell’avvenuto ricevimento almeno otto giorni prima dell’assemblea, nel domicilio risultante dal libro soci. 

L’avviso di convocazione deve anche contenere per esteso la deliberazione proposta.

In mancanza delle suddette formalità l’assemblea si reputa validamente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto di voto e la maggioranza dei componenti gli organi amministrativi e di controllo; in tale ipotesi dovrà essere data tempestiva comunicazione delle deliberazioni assunte ai componenti degli organi amministrativi e di controllo non presenti. 

L’assemblea ordinaria ha luogo almeno una volta l’anno entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, secondo quanto previsto all’articolo 26 del presente statuto per l’approvazione del bilancio di esercizio. 

L’assemblea si riunisce, inoltre, quante volte il Consiglio di Amministrazione lo reputi necessario o ne sia fatta richiesta per iscritto, con indicazioni delle materie da trattare, dal Collegio Sindacale se nominato o da tanti soci che esprimano almeno un decimo dei voti spettanti ai soci lavoratori ed ai soci sovventori. In questi ultimi casi la convocazione deve avere luogo entro trenta giorni dalla data di presentazione della richiesta.

La convocazione su richiesta dei soci non è ammessa per argomenti sui quali l’assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta.

ARTICOLO 30 – ASSEMBLEA  ORDINARIA

L’assemblea ordinaria:

  1. approva il bilancio consuntivo con la relazione del Consiglio di Amministrazione e, se dovesse ritenerlo utile, approva  anche il bilancio preventivo;
  2. determina il periodo di durata del mandato e il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione, nel rispetto di quanto disposto nell’articolo 26 del presente statuto, e provvede alle relative nomine e revoche;
  3. determina la misura dei compensi da corrispondersi agli amministratori per la loro attività collegiale ed eventualmente un importo complessivo per la remunerazione di tutti gli amministratori, inclusi quelli investiti di particolare cariche;
  4. nomina, se obbligatorio per legge o se ritenuto comunque opportuno, i componenti del Collegio Sindacale, elegge tra questi il Presidente e fissa i compensi loro spettanti; delibera l’eventuale revoca;
  5. conferisce e revoca, sentito il Collegio Sindacale se nominato, l’incarico di controllo contabile ex articolo 2409 quater del codice civile, secondo quanto previsto nel successivo articolo 42 del presente statuto e determina il corrispettivo relativo all’intera durata dell’incarico;
  6. delibera sulla responsabilità degli amministratori, dei sindaci e del soggetto incaricato del controllo contabile ex articolo 2409 bis, se nominato;
  7. approva i regolamenti previsti dal presente statuto con le maggioranze previste per l’assemblea straordinaria;
  8. delibera sulle domande di ammissione dell’aspirante socio non accolte dal Consiglio di Amministrazione, in adunanza appositamente convocata e, in ogni caso, in occasione della prima convocazione successiva alla richiesta di parte dell’interessato di pronuncia assembleare;
  9. delibera sull’esclusione del socio;
  10. delibera, all’occorrenza, i piani di crisi aziendale con previsioni atte a farvi fronte, nel rispetto delle disposizioni dell’apposito regolamento e delle leggi vigenti in materia;
  11. delibera la corresponsione di eventuali trattamenti economici ulteriori, a titolo di ristorno;
  12. delibera, alle condizioni e secondo i criteri fissati dalla legge, un piano di avviamento allo scopo di promuovere l’attività imprenditoriale della Cooperativa;
  13. delibera l’emissione degli strumenti finanziari previsti dal Titolo IV del presente statuto;
  14. delibera la costituzione dei fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o il potenziamento aziendale;
  15. delibera le procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo e all’ammodernamento aziendale di cui all’articolo 4 del presente statuto approvandone annualmente, in sede di approvazione del bilancio, gli stati di attuazione, previo parere dell’assemblea speciale dei possessori di azioni di partecipazione cooperativa. 

L’assemblea ordinaria delibera su ogni altra materia attribuita dalla legge alla sua competenza. 

ARTICOLO  31 –  ASSEMBLEA STRAORDINARIA

L’assemblea, a norma di legge, è considerata straordinaria quando si riunisce per deliberare:

  1. sulle modificazioni dello statuto (ivi comprese quelle riguardanti le clausole di cui all’articolo 2514 del codice civile, previste all’articolo 46 del presente statuto),
  2. sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori;
  3. su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza ad eccezione delle seguenti materie espressamente riservate dal presente statuto alla competenza del Consiglio di Amministrazione:
  • la fusione nei casi previsti dagli articoli 2505 e 2505 bis del codice civile;
  • l’istituzione o la soppressione di sedi secondarie;
  • la indicazione di quali tra gli amministratori hanno la rappresentanza della società;
  • gli adeguamenti dello statuto alle disposizioni normative;
  • il trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale al di fuori del comune di Torino.

ARTICOLO  32 – QUORUM COSTITUTIVI E DELIBERATIVI

L’assemblea, sia ordinaria sia straordinaria, è validamente costituita:

– in prima convocazione, quando intervengono personalmente o per delega la metà più uno dei voti spettanti ai soci;

– in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei voti dei soci intervenuti o rappresentati, aventi diritto al voto. 

Se sono poste in votazione proposte diverse da quelle indicate nell’avviso di convocazione, i voti  espressi per corrispondenza non si computano ai fini della regolare costituzione dell’assemblea.

Per la validità delle deliberazioni dell’assemblea, sia ordinaria sia straordinaria, così  in prima come in seconda convocazione, è necessaria la maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti o rappresentanti.

Tuttavia per lo scioglimento e la liquidazione della società l’assemblea straordinaria, sia in prima sia in seconda convocazione, delibera validamente con il voto favorevole dei 3/5 dei voti spettanti ai soci presenti o rappresentati.

ARTICOLO 33 – INTERVENTO – VOTO –  RAPPRESENTANZA

Hanno diritto di intervento e di voto nelle assemblee coloro che risultano iscritti nel libro dei soci lavoratori e nel libro dei soci finanziatori da almeno tre mesi e che non siano in mora nel pagamento delle azioni sottoscritte, fermo rimanendo i limiti al diritto di voto previsti per i soci finanziatori dal precedente articolo 20 del presente statuto.

Ogni socio lavoratore e finanziatore persona fisica ha diritto di esprimere un solo voto, qualunque sia il numero delle azioni possedute.

Ciascun socio finanziatore, diverso dalle persone fisiche, ha diritto ad un numero di voti stabiliti dall’apposito regolamento nel rispetto di quanto previsto dal precedente articolo 20 del presente statuto.

Ai possessori di strumenti finanziari non può, in ogni caso, essere attribuito più di un terzo dei voti spettanti all’insieme dei soci presenti ovvero rappresentati in ciascuna assemblea generale.

Nell’elezione dei membri del Collegio Sindacale se nominato, il diritto di voto è attribuito ai soci proporzionalmente alle azioni possedute. 

I soci che, per qualsiasi motivo, non possono intervenire personalmente in assemblea, hanno la facoltà di farsi rappresentare da un altro socio, appartenente alla medesima categoria di socio lavoratore o sovventore, che non sia amministratore o sindaco, ma che abbia diritto al voto, mediante delega scritta.

Ciascun socio può rappresentare fino a un massimo di cinque soci.

Le deleghe debbono essere menzionate nel verbale dell’assemblea e conservate tra gli atti sociali.

Le organizzazioni territoriali delle cooperative cui la Cooperativa aderisce possono partecipare con propri rappresentanti ai lavori dell’assemblea, senza diritto di voto. 

L’impugnazione di deliberazione assembleare può essere proposta dai soci solo quando rappresentino, con riferimento alla deliberazione, anche congiuntamente il cinque per conto degli aventi diritto al voto.

ARTICOLO 34  –  PRESIDENZA DELL’ASSEMBLEA

L’assemblea è presieduta dal Preside del Consiglio di Amministrazione e, in sua assenza, dal Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione o da persona designata dall’assemblea stessa con il voto di maggioranza dei presenti.

Il Presidente dell’assemblea verifica la regolarità della costituzione, accerta l’identità e la legittimazione dei presenti, nomina un segretario per la redazione del verbale delle deliberazioni dell’assemblea, regola il suo svolgimento ed accetta i risultati delle votazioni. Il verbale delle assemblee in sede straordinaria deve essere redatto da un notaio scelto e nominato dal Presidente.

ARTICOLO 35 – ASSEMBLEA SPECIALE PER I POSSESSORI DEGLI STRUMENTI FINANZIARI 

Se sono emessi strumenti finanziari privi di diritto di voto, l’assemblea speciale di ciascuna categoria delibera:

  1. sull’approvazione delle deliberazioni dell’assemblea della Cooperativa che pregiudicano i diritti della categoria;
  2. sull’esercizio dei diritti ad essa eventualmente attribuiti ai senso dell’articolo 2526 del codice civile;
  3. sulla nomina e sulla revoca del rappresentanti comuni di ciascuna categoria e sull’azione di responsabilità nei loro confronti;
  4. sulla costituzione di un fondo per le spese, necessario alla tutela dei comuni dei comuni interessi dei possessori degli strumenti finanziari e sul rendiconto relativo;
  5. sulle controversie con la Cooperativa e sulle relative transazioni e rinunce;
  6. sugli altri oggetti di interesse comune a ciascuna categoria di strumenti finanziari. 

L’assemblea speciale è convocata dagli amministratori della Cooperativa o dal rappresentante comune, quando lo ritengano necessario o quando almeno un terzo dei possessori degli strumenti finanziari ne faccia richiesta.

Il rappresentante comune deve provvedere all’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea speciale e deve tutelare gli interessi comuni dei possessori degli strumenti finanziari nei rapporti con la Cooperativa. 

Il rappresentante comune ha diritto di esaminare i libri dei soci ed il libro delle adunanze e deliberazioni dell’assemblea e di ottenere estratti; ha altresì il diritto di assistere all’assemblea della Cooperativa e di impugnare le deliberazioni.

SEZIONE II 

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

ARTICOLO 36 – NOMINA – COMPOSIZIONE – DURATA

Il Consiglio di Amministrazione si compone da tre a quindici consiglieri eletti dall’assemblea generale.

La maggioranza degli amministratori è scelta tra i soci lavoratori ovvero tra le persone indicate dai soci persone giuridiche, mentre un amministratore può essere nominato dai soci finanziatori ai sensi dell’art. 20 del presente statuto.

Il Consiglio di Amministrazione resta in carica da uno a tre esercizi, secondo  la decisione di volta in volta presa dall’assemblea; in ogni caso gli amministratori scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica. 

Gli amministratori non possono essere eletti per più di tre mandati consecutivi. 

È fatto divieto ai membri del Consiglio di Amministrazione di essere membri di organi amministrativi e/o Amministratori Unici di più di cinque altre società e/o società cooperative.

L’assemblea dei soci con propria deliberazione può rimuovere tale divieto.

Spetta al Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Collegio Sindacale se nominato, determinare il compenso per i Consiglieri che siano investiti di particolari cariche in conformità del presente statuto, entro i limiti complessivi fissati dall’assemblea.

Il Consiglio, qualora non via abbia già provveduto l’assemblea elegge nel suo seno il Presidente e il Vice Presidente. 

Il Consiglio può delegare proprie attribuzioni ad uno o più degli amministratori, oppure ad un comitato esecutivo, determinando contenuto, limiti ed eventuali modalità di esercizio della delega; in ogni caso non possono essere oggetto di delega, oltre alle materie di cui all’articolo 2381 del codice civile, anche i poteri in materia di ammissione, di recesso e di esclusione dei soci e le decisioni che incidono sui rapporti mutualistici con i soci.

Gli amministratori delegati e il comitato esecutivo di cui al precedente comma, ove nominati, curano che l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa e riferiscono al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale se nominato, con la periodicità di almeno novanta giorni, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo per le loro dimensioni e caratteristiche, effettuate dalla società e dalle sue controllate. 

Gli amministratori sono comunque tenuti ad agire in modo informato; ciascun amministratore può chiedere agli organi delegati che in consiglio siano fornite informazioni relative alla gestione della società.

ARTICOLO 37 – COMPETENZE E RIUNIONI

Il Consiglio di Amministrazione è investito, in via esclusiva, di tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria della Cooperativa, salva la necessaria autorizzazione assembleare nei casi previsti dal presente statuto e nel rispetto, in ogni caso, delle prescrizioni di cui all’articolo 2512 e seguenti del codice civile in materia di mutualità prevalente.

Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno due consiglieri.

La convocazione è fatta a mezzo lettera, da spedirsi non meno di cinque giorni prima dell’adunanza, e, nei casi urgenti, a mezzo telegramma, fax o posta elettronica in modo che i consiglieri e i sindaci effettivi ne siano informati almeno un giorno prima della riunione.

Le adunanze sono valide quando vi intervenga la maggioranza degli amministratori in carica.

La presenza alle riunioni del consiglio può avvenire, laddove il Presidente lo ritenga opportuno, anche attraverso audio o video conferenza; in tal caso tutti i partecipanti debbono comunque essere identificati dal Presidente e deve essere consentito a tutti i partecipanti di intervenire in tempo reale nella discussione e nella votazione, oltre che scambiarsi documenti ed atti relativi agli argomenti trattati. La riunione si riterrà avvenuta nel luogo in cui si trova il Presidente che sarà affiancato da un segretario.

Di tutto quanto sopra deve darsi atto nel verbale da redigersi a cura del Presidente e del segretario e da sottoscriversi dai medesimi.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti.

Le votazioni sono palesi.

Ogni amministratore deve dare notizia agli altri amministratori ed al Collegio Sindacale se nominato di ogni interesse che, per conto proprio o di terzi, abbia in una determinata operazione della Cooperativa, precisandone la natura, i termini, l’origine e la portata; se si tratta di amministratore delegato deve altresì astenersi dal  compiere l’operazione, investendo della stessa il Consiglio di Amministrazione.

Nei casi previsti dal precedente comma la deliberazione del Consiglio di Amministrazione deve adeguatamente motivare le ragioni e la convenienza per la società dell’operazione.

Le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione che non sono prese in conformità della legge e dello statuto possono essere impugnate entro novanta giorni dal Collegio Sindacale se nominato e dagli amministratori assenti o dissenzienti; possono altresì essere impugnate dai soci le deliberazioni lesive dei loro diritti.

Gli amministratori, in occasione della approvazione del bilancio di esercizio, devono indicare specificamente nella relazione prevista dall’articolo 2428 del codice civile, i criteri seguiti nella gestione sociale per il perseguimento dello scopo mutualistico, nonché le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione dei nuovi soci. 

ARTICOLO 38 – SOSTITUZIONE DEGLI AMMINISTRATORI

Qualora vengano a mancare uno o più consiglieri di amministrazione, il Consiglio provvede a sostituirli nei modi previsti dall’articolo 2386, comma 1 del Codice Civile, purché la maggioranza sia sempre costituita da soci lavoratori e comunque da amministratori nominati dall’assemblea.

Se viene meno la maggioranza degli amministratori nominati dall’assemblea, quelli rimasti in carica devono convocare senza indugio l’assemblea perché provveda alla sostituzione dei mancanti; gli amministratori così nominati scadono insieme con quelli in carica all’atto della nomina.

ARTICOLO 39 – PRESIDENTE

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappresentanza legale, di fronte ai terzi ed in giudizio, limitatamente agli atti rientrati nell’oggetto sociale.

Il Presidente perciò è autorizzato a riscuotere, da pubbliche amministrazioni o da privati, pagamenti di ogni natura ed a qualsiasi titolo, rilasciandone liberamente quietanze.

Egli ha anche la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti la Cooperativa davanti a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa, ed in qualunque grado di giurisdizione.

Previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione, il Presidente può delegare parte dei propri poteri al Vice presidente o a un membro del Consiglio, nonché, con speciale procura, a dipendenti della società e/o a soggetti terzi.

Il Presidente convoca il Consiglio di Amministrazione, ne fissa l’ordine del giorno, ne coordina i lavori e provvede affinchè adeguate informazioni sulle materie iscritte all’ordine del giorno vengano fornite a tutti i consiglieri. 

In caso di assenza o di impedimento del Presidente tutte le sue attribuzioni spettano al Vice Presidente.

SEZIONE III

COLLEGIO SINDACALE

E

CONTROLLO CONTABILE

ARTICOLO 40 – NOMINA – COMPOSIZIONE – DURATA

La nomina del Collegio Sindacale è obbligatoria nei casi di legge.

Il Collegio Sindacale, qualora nominato dall’assemblea, si compone di tre membri effettivi e due supplementi, tutti in possesso del requisito dell’iscrizione al registro dei revisori contabili presso il Ministero della Giustizia.

I sindaci supplenti sono destinati a subentrare in ordine di anzianità, e sempre nel rispetto dei requisiti di legge, agli effettivi che eventualmente si rendessero indisponibili nel corso del mandato.

Il Presidente del Collegio Sindacale è nominato dall’assemblea. 

I sindaci restano in carica per tre esercizi, e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica.

La cessazione dei sindaci per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il collegio è stato ricostituito.

ARTICOLO 41 – COMPETENZE E RIUNIONI

Il Collegio Sindacale vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento.

Ricorrendo i presupposti di cui all’articolo 2409 – bis del codice civile, l’assemblea potrà affidare il controllo contabile al Collegio Sindacale, ove questo sia nominato.

Il Collegio deve riunirsi almeno ogni novanta giorni e delle riunioni del collegio deve redigersi verbale sottoscritto dagli interventi. 

Il Collegio Sindacale è regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei sindaci e delibera a maggioranza assoluta dei presenti. 

I sindaci devono assistere alle adunanze del Consiglio di Amministrazione, alle assemblee e alle riunioni del comitato esecutivo.

In caso di omissione o di ingiustificato ritardo da parte degli amministratori, il Collegio Sindacale deve convocare l’assemblea ed eseguire le pubblicazioni prescritte dalla legge. Può altresì, previa comunicazione al presidente del Consiglio di Amministrazione, convocare l’assemblea qualora nell’espletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere.

I Sindaci, in occasione della approvazione del bilancio di esercizio, devono indicare specialmente nella relazione prevista dall’articolo 2429 del Codice Civile i criteri seguiti nella gestione sociale per il perseguimento dello scopo mutualistico. 

Dovranno inoltre documentare la condizione di prevalenza ai sensi dell’articolo 2513 c.c..

I Sindaci possono in ogni momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo, oltre ad effettuare gli accertamenti periodici. 

Di ogni ispezione, anche individuale, dovrà compilarsi verbale da inserirsi nell’apposito libro.

La denunzia al Tribunale di cui all’articolo 2409 del Codice Civile può essere promossa da almeno un decimo dei soci.

ARTICOLO 42 – CONTROLLO CONTABILE 

Il controllo contabile è esercitato da un revisore contabile o da una società di revisione. 

Il revisore o la società incaricati del controllo contabile:

  • verifica, nel corso dell’esercizio e con periodicità almeno trimestrale, la regolare tenuta della contabili sociale e la corretta rivelazione nelle scritture contabili dei fatti di gestione;
  • verifica se il bilancio di esercizio e, ove redatto, il bilancio consolidato corrispondono alle risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti e se sono conformi alle norme che li disciplinano;
  • esprime con apposita relazione un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato, ove redatto.

L’incarico di controllo contabile è conferito dall’assemblea, sentito il Collegio Sindacale ove nominato; l’assemblea determina il corrispettivo spettante al revisore o alla società di revisione per l’intera durata dell’incarico.

L’incarico ha durata di tre esercizi, con scadenza alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio dell’incarico.

Nel caso di società di revisione i requisiti di eleggibilità, compatibilità e qualificazione professionale previsti dal presente articolo si applicano con riferimento ai soci della medesima ed ai soggetti incaricati della revisione.

Ricorrendo i presupposti di cui all’articolo 2409 – bis del codice civile, l’assemblea potrà affidare il controllo contabile al Collegio Sindacale, ove questo sia nominato.

TITOLO  VII

DISPOSIZIONI VARIE

ARTICOLO 43 – SCIOGLIMENTO

La Cooperativa si scioglie per le cause previste dalla legge.

Nel caso si verifichi una delle suddette cause di scioglimento, gli amministratori ne daranno notizia mediante iscrizione di una corrispondente dichiarazione presso l’ufficio del Registro delle Imprese.

Verificata la ricorrenza di una causa di scioglimento della Cooperativa o deliberato lo scioglimento volontario della stessa, l’assemblea, con le maggioranze previste per le modificazioni dell’atto costitutivo e dello statuto, disporrà in merito a:

  • il numero dei liquidatori e le regole di finanziamento del collegio in caso di pluralità di liquidatori;
  • la nomina dei liquidatori, con indicazione di quelli cui spetta la rappresentanza della società;
  • i criteri in base ai quali deve svolgersi la liquidazione;
  • i poteri dei liquidatori, con particolare riguardo alla cessione dell’azienda sociale, di rami di essa, ovvero anche di singoli beni o diritti, o blocchi di essi;
  • gli atti necessari per la conservazione del valore dell’impresa, ivi compreso il suo esercizio provvisorio, anche da singoli rami, in funzione del migliore realizzo. 

Ai liquidatori può essere conferito il potere di compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della società.

La società può, in qualunque momento, revocare lo stato di liquidazione, occorrendo previa eliminazione della causa di scioglimento, con delibera dell’assemblea, assunta con le maggioranze previste per la modifica dell’atto costitutivo e dello statuto.

I soci che non abbiano concorso alla deliberazione riguardanti la revoca dello stato di liquidazione hanno diritto di recedere.

ARTICOLO 44 – DEVOLUZIONE PATRIMONIALE

In caso di scioglimento della Cooperativa vi è l’obbligo di devoluzione dell’intero patrimonio sociale ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, dedotti nell’ordine:

  1. il rimborso delle azioni di partecipazione cooperativa ed i dividendi eventualmente maturati;
  2. il rimborso dei conferimenti effettuati dai soci sovventori, eventualmente rivalutati e i dividendi, eventualmente maturati;
  3. il rimborso delle azioni versate dai soci lavoratori, eventualmente rivalutate e i dividendi  eventualmente maturati;
  4. il rimborso dell’eventuale riserva divisibile ai sensi dell’art. 27 del presente statuto.

ARTICOLO 45 – CLAUSOLA DI CONCILIAZIONE E ARBITRALE  

Ogni controversia che dovesse insorgere tra la società e i singoli soci, o
tra i soci medesimi, in relazione all’interpretazione, all’applicazione ed
alla validità dell’atto costitutivo e/o, più in generale, all’esercizio dell’attività sociale, sarà sottoposta in prima istanza a conciliazione secondo le previsioni del
Regolamento della Camera di Conciliazione di Confcooperative, se costituita.

Nel caso in cui la Camera di Conciliazione di Confcooperative non fosse costituita  o le parti non fossero giunte a conciliazione, tutte le controversie derivanti dal presente statuto, dai regolamenti approvati dall’assemblea e più in generale dal rapporto sociale, ivi comprese quelle relative alla validità, interpretazione e l’applicazione delle disposizioni statutarie e regolamentari o delle deliberazioni adottate dagli organi sociali e quelle relative a recesso od esclusioni dei soci, che dovessero insorgere tra la società ed i soci, o tra soci, devono essere rimesse alla decisione di un collegio di tre arbitri da nominarsi a cura del Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti per le circoscrizioni di Ivrea, Pinerolo, Torino.

L’autorità di nomina provvederà anche alla designazione del presidente del collegio. 

Ove il soggetto designato non provveda,  la nomina degli arbitri sarà effettuata, su istanza della parte più diligente, dal Presidente del Tribunale del luogo ove ha sede legale la Cooperativa.

Rientrano nella presente clausola compromissoria anche le controversie promosse da amministratori, liquidatori e sindaci ovvero promosse nei loro confronti, essendo la presente clausola per essi vincolanti dal momento dell’accettazione del relativo incarico. 

L’arbitrato avrà sede nel luogo ove ha sede legale la Cooperativa. 

La parte che ricorre al collegio dovrà precisare l’oggetto della controversia. 

L’arbitrato sarà rituale e gli arbitri decideranno secondo diritto determinando, altresì, la ripartizione dei costi dell’arbitrato tra le parti. 

Le modifiche della presente clausola compromissoria devono essere approvate con delibera assembleare assunta con la maggioranza qualificata di almeno i due terzi dei soci. I soci assenti o dissenzienti possono, entro i successivi novanta giorni, esercitare il recesso.

ARTICOLO 46 – DISPOSIZIONI FINALI

Le clausole mutualistiche previste dall’articolo 2514 del codice civile per la qualificazione di cooperativa a mutualità prevalente, e previste nel presente statuto agli articoli 25 (divieto di distribuzione delle riserve tra i soci cooperatori), 26, 27 (approvazione bilancio e destinazione dell’utile) et 44 (devoluzione del patrimonio residuo) sono inderogabili e devono essere in fatto osservate.

Per quanto non è previsto dal presente statuto valgono le norme del vigente codice civile in materia di società cooperativa, le leggi speciali sulla cooperazione e, laddove compatibili, le disposizioni in materia di società per azioni.