Piazza dei Mestieri

2004-2014: storia di una scommessa vinta

Foto

Dieci anni sono pochi se si pensa alla storia spesso centenaria di tante realtà sociali che operano nel nostro Paese, eppure sono anche un periodo significativo per tracciare un primo bilancio di un’esperienza. Quando è nata nel 2004 la Piazza dei Mestieri era una scommessa. Davanti all’evidenza delle difficoltà che incontravano i giovani adolescenti – difficoltà che la successiva crisi economica ha reso ancor più evidenti e drammatiche – un piccolo gruppo di amici, affascinati dalla proposta cristiana incontrata attraverso Don Giussani, ha sentito il bisogno di provare a costruire una risposta. Eravamo feriti dal vedere tanti giovani che si perdevano per strada senza poter mettere a frutto i loro talenti. Abbiamo così pensato di costruire un luogo capace di accoglierli e di accompagnarli nel loro percorso educativo e nel loro inserimento nel mondo del lavoro.

E’ nata così “La Piazza”, come un luogo che voleva rispondere alle variegate forme in cui si esprime il desiderio di un adolescente e per questo, sin dall’inizio, oltre ai percorsi formativi per il raggiungimento della qualifica e del diploma professionale si è dato vita a un fitto “cartellone di eventi culturali” e ai concorsi nazionali di poesia, prosa e arte contemporanea che li introducesse al gusto per l’arte, si è strutturata la proposta di un’estate ragazzi, si sono articolate proposte per il tempo libero, si è costruito un job center che accompagna ogni ragazzo al lavoro seguendolo per i due anni successivi all’uscita da scuola, e soprattutto si sono costruite delle vere e proprie business unit che guidate da grandi “maestri” introducessero i giovani al mondo del lavoro, coinvolgendoli in attività di produzione e vendita sul mercato.

Era una scommessa e oggi possiamo dire, sommessamente e con qualche tremore, che è una scommessa vinta. La Piazza è diventata, per esplicito riconoscimento delle imprese e delle istituzioni locali, nazionali e internazionali, un esempio di welfare community che realizza una innovativa forma di sistema duale nel nostro Paese. Gli oltre 1.500 giovani adolescenti che sono passati in Piazza hanno raggiunto risultati eccellenti, oltre il 90% ha perseguito con successo il proprio percorso educativo e la grande maggioranza ha trovato un’occupazione coerente con il mestiere a cui ha dedicato i suoi studi. Cuochi, barman, pasticcieri, cioccolatieri, grafici, acconciatori, meccanici fanno oggi parte del nostro tessuto produttivo, spesso occupando posizioni di grande prestigio.

Nel frattempo la Piazza ha contribuito a dare vita a un Istituto Tecnico Superiore (ITS) nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ha aperto una nuova sede a Catania (frequentata ad oggi da oltre 400 ragazzi); si è gemellata con un’esperienza di Belo Horizonte e numerose sono le proposte di replicare il modello che giungono da tanti territori nel nostro Paese e nel mondo. Inoltre tantissimi progetti si sono affiancati ai percorsi formativi, dalla Casa dei Compiti, nata per aiutare i giovani in difficoltà delle scuole Torinesi, ai progetti per il recupero di chi è stato protagonista o vittima di atti di bullismo, dai percorsi di educazione alimentare e di introduzione alla legalità alla realizzazione di percorsi di orientamento nelle scuole medie e superiori.

La “Piazza” è poi diventata inaspettatamente un luogo di incontro per le famiglie dei nostri ragazzi e per gli adulti del territorio, riproducendo così il modello di Piazza dei Comuni della nostra tradizione. Per raggiungere questi risultati è stata necessaria la passione, la dedizione, il lavoro e la gratuità delle oltre 200 persone che ogni giorno lavorano fianco a fianco con i nostri ragazzi, implicandosi totalmente con la loro vita e con le loro problematiche.

Ma non ce l’avremmo fatta senza il contributo di uomini e donne molto diversi tra loro per storia, cultura, ceto sociale, sensibilità politica. A volte, passando nella Corte della Piazza, viene in mente Giovanni Guareschi con quel suo mondo di ideali diversi che cooperano per il bene comune.

Oltre ai singoli, decisivo è stato il sostegno delle istituzioni e delle imprese che, sin dalle origini, hanno condiviso questo scommessa; senza di loro non saremmo riusciti a sostenere tutti costi di start up, non avremmo potuto aiutare molti dei nostri giovani (oltre il 50% delle loro famiglie vive sotto ai margini della soglia di povertà) ad avere una borsa di studio che permettesse loro di poter accedere al pranzo, non avrebbero potuto godere delle proposte culturali. Per questi motivi il decennale non è solo la nostra festa, ma la festa di un intero territorio nelle sue diverse articolazioni e per questo il fitto programma di eventi non vuol essere un’autocelebrazione, ma una riflessione a tutto tondo sul nostro sistema di Welfare.

Dopo 10 anni la nostra passione è ancor più grande di quella degli inizi e Vi chiediamo di continuare a sostenerci e a condividere con noi questa avventura.

Il Decennale non è un punto di arrivo, è il desiderio di dare un giudizio comune per continuare a costruire il futuro della Piazza e, ci auguriamo, di tante altre realtà che, partendo da una grande alleanza tra pubblico e privato, siano in grado di costruire risposte ai bisogni dei giovani.

Dario Odifreddi

Presidente Fondazione Piazza dei Mestieri

Data dell'evento: 31 dicembre 2014

Pubblicato: il 09 settembre 2014

Powered by CMZeta - Content Management System