Piazza dei Mestieri

Mostra "Mondo piccolo, Roba minima - Le periferie esistenziali in Giovannino Guareschi e Enzo Jannacci"

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Dal 26 febbraio al 13 marzo 2015

mostra a cura di
Davide Barzi, Silvia Becciu, Massimo Bernardini, Eugenio Bollani, Stefano Giorgi, Paolo Gulisano, Sandro Patè, Andrea Pedrinelli, Maurizio Vitali e Giorgio Vittadini

Inaugurazione della mostra
Giovedì 26 febbraio, ore 21

 

Che cosa hanno in comune il Mondo piccolo, l'universo della Bassa parmense raccontato da Giovannino Guareschi, l'autore italiano più tradotto nel mondo, e la Roba minima, la "roba de barbun", degli antieroi quotidiani cantati da Enzo Jannacci, il geniale e poetico medico-cantante? Cosa lega don Camillo e Peppone, la maestra Cristina, la figlia dei ricchi borghesi eletta Miss alla festa dell'Unità con i personaggi jannacciani, come Vincenzina davanti alla fabbrica, il senza tetto con le scarpe da tennis, l'innamorato che "prende il treno per non essere da meno"?
Mondo piccolo e Roba minima: sono la periferia dell'umano. Si tratta di personaggi in apparenza marginali, che non cercano il riconoscimento sociale ma, non si sa come, semplicemente "stanno", vivendo dei loro bisogni e desideri. In realtà sono il centro dell'esistenza. L' "Io" messo a nudo. Quello che rimane quando tutto sembra crollare.
Guareschi e Jannacci: unici, diversi ma profondamente simili. Ironici ma mai cinici e sempre complici di ogni piega dell'umano. Non hanno alcuna ideologia da difendere, non fanno la predica, non parlano "sopra" ai loro personaggi, ma leggono il mondo attraverso i loro sguardi liberi.

Giovanni Guareschi
Giovannino Guareschi è nato a Fontanelle di Roccabianca, nella Bassa parmense, il 1 maggio del 1908.
Dai 18 anni in poi si è sempre occupato di giornalismo e, come attività sussidiaria, ha fatto il cartellonista, l'elettricista, lo scenografo, il caricaturista, l'istitutore, l'ufficiale di censimento, il disegnatore in un laboratorio per la pastorizzazione del latte, il portinaio in un zuccherificio. Talvolta ha fatto anche lo studente universitario di giurisprudenza.
È alto un metro e settanta. Scrive esclusivamente a macchina e dorme sul fianco sinistro.
È coniugato e ha due figli, Carlotta e Alberto, di cui spesso ha parlato nei suoi libri.
Da giornalista è stato capocronista in un giornale di provincia, poi redattore capo del settimanale Bertoldo, poi direttore di Candido.

Enzo Jannacci
Vincenzo Jannacci nasce a Milano il 3 giugno 1935 da padre aviatore pugliese e da madre monzese, figlia di lavandaia. E' stato medico chirurgo, cantante, autore, attore.
Caposcuola del cabaret italiano e autore di quasi trenta album, fin da ragazzino si guadagna da vivere come pianista jazz frequentando la scena milanese emergente con artisti come Enrico Intra, Franco Cerri, Luigi Tenco, Giorgio Gaber, Adriano Celentano. La svolta avviene nel 1962, quando conosce Dario Fo, con cui scrive diverse canzoni tra cui Ho visto un re.
El purtava i scarp del tennis, Vincenzina e la fabbrica, Quelli che..., sono solo alcune delle sue canzoni che rimarranno nella storia. Come dice Gianni Mura "Non ha mai fatto il verso a nessuno e nessuno lo ha mai imitato. Jannacci può cantare canzoni di altri (da Fo a Chico Buarque, da Conte a Fortini) e altri possono cantare le sue (Tenco, Mina, Mina, Lauzi) ma resta un isolato". Unico, in un genere che genere non è.

 

Orari:
La mostra è aperta dal Lunedì al Sabato dalle ore 10 alle ore 22
Domenica chiuso

INGRESSO LIBERO

 

Per informazioni e prenotazioni visite:
011/03.71.500
eventi@piazzadeimestieri.it
Per le scuole si effettuano su prenotazione visite guidate

 

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Data dell'evento: dal 26 febbraio 2015 al 13 marzo 2015

Pubblicato: il 10 febbraio 2015

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