Piazza dei Mestieri

Il Borgo San Donato

Borgo San Donato

 

A partire dal XIV secolo le organizzazioni religiose si stabilirono in città o nei borghi circostanti con lo scopo di esercitare mansioni di apostolato o di fornire servizi sociali. A questo scopo viene edificata la prima Chiesa di San Donato nell'insediamento sorto lungo la strada che conduceva al Martinetto, da questa chiesa prenderà il nome l'intero borgo.
Durante il XVII e il XVIII secolo il Borgo e i suoi dintorni dimostrarono una spiccata vocazione agricola, grazie a un ottimo sistema di irrigazione che facilitava la coltivazione di orti. La sua posizione di tramite tra città ed esterno favorì lo sviluppo di scuderie con cavalli e carri. Accanto a queste attività molti artigiani si stabilirono nel borgo, "attratti" dallo scorrere del canale di Torino che forniva energia a basso costo.
Nella seconda metà del Settecento la vocazione agricola del borgo si trasforma in industriale, infatti nella zona compresa tra San Donato e il Borgo Dora sorgono la maggior parte delle concerie.
Con il trasferimento della capitale da Torino a Firenze il Governo d'Italia stanziò a favore di Torino una rendita annua di 300.000 Lire, che venne utilizzata per la costruzione di un nuovo canale per alimentare le industrie cittadine che si sviluppavano sempre più numerose.
Questi eventi portarono all'incremento dello sviluppo industriale del Borgo con l'installazione di una quindicina di fabbriche principalmente rivolte alla produzione di birra, cioccolato e alla concia delle pelli; tra le maggiori e più significative troviamo due birrifici, Metzger e Bosio-Caratsch (il primo ancora oggi visibile in Via San Donato 68, il secondo in C.so Principe Oddone 19 - ormai scomparso), e le fabbriche di cioccolato Caffarel (fondata nel 1818 in Via Carena) e la Michele Talmone (aperta nel 1850 dapprima in via Artisti e poi ingrandita nella fabbrica di via Balbis, con negozio nel centro città in via Lagrange), alla quale si aggiunse la Streglio e in seguito la fabbrica delle caramelle e pastiglie Leone, la Conceria Fiorio (in Via Durandi 13) e il Mulino del Martinetto, poi Feyles (in corso Tassoni 56).
Nel corso dei primi anni del Novecento il Borgo si popolò sempre più intensamente. Al termine della Prima Guerra Mondiale le industrie che risultavano presenti nel censimento del 1911 erano ancora tutte efficienti. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale la maglia urbana del borgo favorì invece lo sviluppo abitativo di Borgo San Donato, allontanando quelle industrie che avevano saturato il loro lotto isolato e non potevano disporre degli ampliamenti necessari per la nuova organizzazione del lavoro.

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